Un video curato dal Banco Farmaceutico mostra le reazioni dei pazienti di una farmacia di fronte a richieste di pagamento esorbitanti per l’acquisto di medicinali. Leopardi (Utifar) si dice «perplesso e infastidito».

banco farmaceuticoUna farmacia e dei pazienti. Una giornata qualunque. Comincia così il video – pubblicato dal quotidiano La Repubblica e rilanciato da vari siti Internet – realizzato per Banco Farmaceutico dagli studenti del Centro sperimentale di Cinematografia di Milano.
Qualcosa di “strano” arriva però al momento del pagamento: quando il farmacista indica ai clienti il prezzo dei medicinali. Le cifre sono esorbitanti: 135, 90, 69 euro per solamente uno o due prodotti. E se i costi sono fuori norma, anche le reazioni dei pazienti sono decisamente “forti”. Molti di loro rinunciano all’acquisto, dopo essersi mostrati estremamente sorpresi. Altri chiedono conferme. E c’è chi se la prende con il titolare, domandando se non abbia «battuto la testa questa mattina entrando in farmacia».
Naturalmente, quelli indicati dal farmacista non sono i prezzi veri dei medicinali. Si tratta di un “esperimento sociale” necessario per far capire come ci si sente quando non si hanno abbastanza soldi per acquistare dei farmaci. Già, perché, come sottolinea il video, «per milioni di persone 5 euro possono essere come 50». La crisi ha reso critiche le situazioni di molti cittadini negli ultimi anni, e sono moltissimi quelli che si rivolgono al Banco Farmaceutico per poter ottenere i medicinali di cui hanno bisogno.
«Le famiglie povere possono spendere meno di 16 euro in farmaci – spiega l’associazione -, ovvero quasi 80 euro in meno rispetto alla media. Il che significa che i poveri spesso sono costretti a rinunciare alla salute». In tali condizioni non versano solamente poche persone ma ormai centinaia di migliaia in Italia. Per questo l’impegno del Banco Farmaceutico assume una rilevanza particolare, al fine di garantire a tutti quello che dovrebbe essere un diritto previsto anche dalla nostra Costituzione.
L’iniziativa, tuttavia, non ha ottenuto un consenso unanime. A storcere il naso è stato Eugenio Leopardi, presidente di Utifar, che ha sottolineato come «vedere che uno spot pubblicitario mostra un farmacista che consiglia per un mal di testa un prodotto da 57 euro, ci lascia molto perplessi ed infastiditi. Appurare che lo spot è commissionato da Banco Farmaceutico, organizzazione a cui in questi anni i colleghi titolari hanno dato anche un notevole supporto, contribuendo all’organizzazione delle loro giornate in termini economici e logistici ci lascia ancora più sbalorditi. Perché la nostra missione tende sempre più a far risparmiare i cittadini».
«Forse Banco Farmaceutico ed il suo presidente – ha aggiunto Leopardi – avrebbero dovuto sottolineare gli sprechi che si verificano negli ospedali e quantificare, con quei soldi, quanti aiuti si potrebbero dare ai cittadini indigenti bisognosi di cure. Il farmacista che opera sul territorio è sempre al servizio del cittadino e, come dimostra il bilancio sociale della farmacia italiana, molto spesso fornisce un consiglio gratuito senza bisogno di dover acquistare un prodotto».

© Riproduzione riservata

Clicca e Iscriviti alla Newsletter di FarmaciaVirtuale.it!