walgreens boots allianceNote positive e note negative nel secondo trimestre fiscale del 2016 per il gruppo Walgreens Boots Alliance. Secondo quanto riportato dall’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor Plus il 5 aprile, infatti, «il colosso della commercializzazione di medicinali e del benessere, nato dalla fusione tra Alliance Boots e Walgreens e guidato da Stefano Pessina, ha riportato vendite sotto le stime e profitti netti in calo». In compenso, tuttavia, sono aumentati quelli adjusted: «Abbiamo continuato a conseguire dei buoni progressi per quanto concerne la riduzione dei conti e nel rendere le pratiche lavorative più efficienti, cosa che ha contribuito all’aumento degli utili adjusted», ha spiegato l’amministratore delegato.
Lo stesso Pessina ha sottolineato che «guardando avanti, la società rimane sulla via giusta per non deludere le aspettative dell’anno fiscale». Nei tre mesi che si sono conclusi lo scorso 29 febbraio, l’utile netto è risultato in particolare pari a 930 milioni di dollari, il che equivale a 85 centesimi per ciascuna azione». Cifra ben inferiore rispetto ai 2,04 miliardi (ovvero 1,93 dollari per azione) che l’impresa era riuscita a toccare nello stesso periodo dell’anno precedente, quando aveva potuto beneficiare di guadagni una tantum per un totale di 814 milioni.
I profitti, invece, si sono attestati su 1,31 dollari per azione, il che rappresenta un miglioramento rispetto agli 1,28 dollari che si attendevano gli analisti. Allo stesso modo, il fatturato ha registrato un buon andamento, facendo segnare una crescita pari al 13,6%, il che ha portato il dato a quota 30,2 miliardi di dollari. La cifra risulta tuttavia meno alta rispetto alle previsioni degli stessi analisti, che avevano indicato 30,7 miliardi. L’utile adjusted per l’anno fiscale in corso è atteso dalla stessa Walgreens Boots Alliance ad una quota compresa tra 4,35 e 4,55 dollari per azione, contro il precedente intervallo tra 4,30 e 4,55 dollari. Gli analisti prevedono invece profitti per 4,48 dollari per azione.

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