«Nei primi ventotto mesi di applicazione della nota 96 si registra una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in Nota di circa il 18,3% rispetto ai periodi precedenti, sia in termini di confezioni erogate sia di spesa sostenuta dal SSN, con un risparmio medio mensile di circa 4,6 milioni di euro». È in sintesi il bilancio dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) tracciato a 28 mesi dall’entrata in vigore della Nota 96, istituita con l’intenzione di contenere i consumi di Vitamina D. Nei dati nazionali e regionali si evidenzia che «non si osservano importanti aumenti dei consumi e della spesa di altri analoghi della Vitamina D non oggetto della nota».

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I dati regionali

Quanto ai dati regionali «l’impatto della nota è da considerarsi eterogeneo: osserviamo Regioni più virtuose che registravano spesa e consumi inferiori alla media italiana già prima del provvedimento e che continuano a beneficiare degli effetti della Nota 96. In altre Regioni (Campania, Molise, Sardegna), invece, la Nota sembra perdere efficacia e addirittura si osserva una ripresa dei consumi». Alla luce di quanto evidenziato, l’Aifa raccomanda alle Regioni «di mantenere alta la sensibilizzazione sulla medicina generale al fine di assicurare la prescrizione appropriata della vitamina D e analoghi». Inoltre «la classe di età 40-60 anni è quella che ha fatto registrare la maggiore riduzione in termini di consumi, soprattutto tra le donne».

La precedente rilevazione a 15 mesi

In una precedente rilevazione a 15 mesi dall’entrata in vigore l’Aifa aveva sottolineato come nel periodo novembre 2019 – gennaio 2021 si era registrata complessivamente «una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in nota di quasi il 30%, oltre 117 milioni in termini assoluti, rispetto ai periodi precedenti sia in termini di confezioni erogate sia di spesa sostenuta dal Servizio sanitario nazionale, con un risparmio medio mensile di circa 7,8 milioni di euro». Nei dati nazionali e regionali l’Aifa aveva rilevato che «l’effetto più importante in termini economici della Nota si è avuto nei primi 12 mesi con un risparmio medio di 9,1 milioni/mese; attualmente, l’effetto residuo (nei mesi 13-15) è stimabile in una riduzione di circa 2,1 milioni/mese».

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