vendita farmaci onlineDal 1 luglio è formalmente entrato in vigore il Regolamento adottato nel giugno scorso dalla Commissione europea che prevede che le farmacie e le parafarmacie possano iniziare la vendita online di farmaci senza ricetta, novità introdotta dalla direttiva Ue 62/2011 che anche l’Italia ha recepito. Le questioni però sono tutt’altro che risolte, in primis l’aspetto della sicurezza, ancor più alla luce della considerazione che la disposizione europea è stata varata proprio per combattere le contraffazioni. A tale scopo è previsto un logo identificativo nazionale predisposto dal ministero della Salute che i siti di commercio online dovranno riportare come garanzia per il cittadino dell’autorizzazione ufficiale. Incognite a parte su quando le Regioni avranno messo a punto quanto necessario perché chi interessato a questa nuova attività possa espletare tutte le pratiche previste, da diverse parti vengono sollevati dubbi sui possibili rischi di truffe e usi illeciti.

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Recentemente il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari e Barletta-Andria-Trani e vice presidente di Fofi, il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri del gruppo Conservatori riformisti italiani, riconducibile a Raffaele Fitto, ha presentato un’interrogazione indirizzata al ministero della Salute per fare chiarezza sugli scenari e sulle misure di contrasto in programma. Tra i pericoli, sottolinea Lettieri, il cybersquatting, cioè lo sfruttamento illegale online di un marchio, o il phishing, la raccolta ingannevole di dati degli utenti come i numeri delle carte di credito. L’Aifa, ha risposto il ministero, fa sapere che il logo comune nazionale che verrà rilasciato a tutti gli operatori che effettueranno la vendita online è stato progettato in conformità alle indicazioni dell’Unione europea e con una serie di caratteristiche tecniche «con l’obiettivo di prevenire ogni eventuale utilizzo fraudolento. Inoltre, la Commissione europea ha previsto ulteriori misure di cautela, come la copertura brevettuale del logo, che permetterà di intervenire rapidamente con provvedimenti e sanzioni in caso di usi inappropriati».

L’Italia, sottolinea l’Agenzia del farmaco, è «uno dei Paesi in cui i controlli sulle farmacie online illegali sono già in vigore da ben prima del recepimento della recente normativa europea». Dal 2011 l’Aifa ha avviato campagne di chiusura di siti illegali grazie a un accordo di collaborazione con Legitscript, agenzia americana di intelligence che supporta anche Google e che stima che ben il 99% dei siti web che vende medicinali online sia illegale. Negli ultimi mesi sono inoltre stati implementati alcuni progetti, come Impact Italia, task force nazionale anticontraffazione, e una conferenza dei servizi sulle e-pharmacies a cui partecipano Aifa, i carabinieri dei Nas, ministero della Salute e dello Sviluppo economico, Registro IT e Autorità garante per la concorrenza e il mercato. Il gruppo ha il compito specifico di identificare tutte le violazioni nella vendita online al pubblico. Aifa rimarca poi che continuerà inoltre a collaborare a operazioni internazionali di polizia, nonché annuncia che è previsto a breve il lancio di una campagna di informazione trasnazionale che sottolineerà i rischi dell’acquisto non controllato di farmaci via web, evidenziando anche gli aspetti positivi dei nuovi sistemi di sicurezza.

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