«Tutti i lotti di Champix (vareniclina) in cui sono stati riscontrati livelli di N-nitroso-vareniclina al di sopra dei livelli di assunzione giornalieri accettabili stabiliti a livello europeo sono stati ritirati». È quanto evidenziato in una nota informativa importante pubblicata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il 30 settembre 2021. I motivi hanno portato il richiamo dei lotti di Champix, sarebbero legati «a causa della presenza dell’impurezza N-nitroso-vareniclina al di sopra dei livelli di assunzione giornalieri accettabili». L’Aifa aggiunge che «in base ai dati disponibili, non c’è un rischio immediato per i pazienti che assumono il medicinale».

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Ulteriori carenze del medicinale Champix

In merito al ritiro dei lotti, l’Aifa ha sottolineato inoltre che «determinerà ulteriori carenze del medicinale Champix (un precedente ritiro di diversi lotti è stato effettuato a luglio 2021)». In aggiunta a ciò «per i pazienti che sono già in trattamento con Champix, potrebbe non essere possibile completare la terapia e gli operatori sanitari potrebbero considerare il passaggio ad altre alternative terapeutiche». In merito alle alternative, l’Aifa precisa che «potranno essere diverse nei vari paesi, ma potrebbero includere il trattamento sostitutivo con nicotina (Nrt – Nicotine Replacement Therapy) e buproprione».

Il ruolo degli operatori sanitari

Quanto al ruolo degli operatori sanitari, l’Aifa ricorda che «devono inoltre tenere conto della possibile necessità di ridurre gradualmente il dosaggio, come riportato nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) “Alla fine del trattamento, l’interruzione di Champix è stata associata ad un aumento di irritabilità, desiderio compulsivo di fumare, depressione e/o insonnia fino al 3% dei pazienti». Inoltre «devono informare i pazienti in trattamento di non interrompere l’assunzione di Champix senza consultarli, e di contattare il proprio medico prescrittore per ogni dubbio o chiarimento, se necessario».

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