«L’emergenza vaccini, che le cronache stanno registrando in questi giorni, rende ancora più sconcertante la decisione del Comitato tecnico scientifico di esprimere parere contrario alla previsione contenuta nella recente ordinanza della regione Lazio per l’erogazione della vaccinazione antinfluenzale da parte delle farmacie e con precise condizioni di sicurezza». È quanto si legge in una nota dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar), a margine della decisione del Comitato tecnico scientifico di non consentire la vaccinazione antinfluenzale in farmacia. «È sotto gli occhi di tutti – si legge nella nota – l’impossibilità da parte della stragrande maggioranza dei medici di medicina generale di assecondare le richieste dei propri assistiti»

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Leopardi: «Composizione Cts senza farmacisti»

Secondo Eugenio Leopardi, presidente Utifar, «noi farmacisti ci eravamo volentieri messi a disposizione dei cittadini per evitare loro tutti quei disservizi di cui oggi ascoltiamo quotidiane lamentele». In tale direzione, Leopardi sottolinea che «l’iniziativa della Regione Lazio andava nella direzione corretta, ovvero quella di facilitare la diffusione della vaccinazione antinfluenzale ad una più ampia fascia di popolazione. Mi stupisce – puntualizza Leopardi – che il Comitato tecnico scientifico si sia espresso in questo modo, negando di fatto una più capillare diffusione della vaccinazione antinfluenzale, auspicata in più occasioni dal Comitato stesso. Non vorrei che questo contraddirsi da parte del Comitato, sia frutto di una sua composizione fortemente sbilanciata rispetto alle professioni sanitarie che operano nel nostro Paese e che si sono spese con grande efficacia e sacrificio in tutte le fasi della pandemia. Il Comitato, infatti, è composto principalmente da medici e non annovera al proprio interno farmacisti ed infermieri, venendo così a privarsi di importanti sensibilità. Inoltre, come questa vicenda dimostra, il Comitato rischia di apparire un organismo con una visione limitata e, duole dirlo, di parte».

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