L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha presentato giovedì 10 marzo 2022 il rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia”, con i dati riferiti ai consumi e alla spesa per gli antibiotici in Italia nel 2020. Il documento contiene un’analisi sull’uso in ambito territoriale, ospedaliero e informazioni relative all’acquisto privato, con focus dedicati alla prescrizione nella popolazione pediatrica e in quella anziana. Nel testo è presente anche un «approfondimento sugli indicatori di appropriatezza prescrittiva nell’ambito della medicina generale e una valutazione dell’impatto della pandemia da Sars-CoV-2 sul consumo, che include anche i primi otto mesi dell’anno 2021».

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Antibiotico-resistenza provoca aumento della morbidità e della mortalità

L’Aifa ricorda che «l’antibiotico-resistenza rappresenta una priorità di salute pubblica a livello globale con ricadute importanti sulla gestione clinica dei pazienti. Gli effetti della resistenza, ovvero l’incapacità degli antibiotici, somministrati alle dosi terapeutiche, di ridurre la sopravvivenza o di inibire la replicazione dei batteri patogeni, sono osservabili in tutte le regioni del mondo». Alla luce di quanto evidenziato, l’Ente regolatorio sottolinea che «negli ultimi anni il fenomeno si è notevolmente aggravato anche a causa dell’aumentato uso, talvolta inappropriato, di questi farmaci. La perdita di efficacia degli antibiotici attualmente disponibili rischia di mettere in crisi i sistemi sanitari, causando un aumento della morbidità e della mortalità per infezioni e un aggravio dei costi sanitari e sociali».

Mandelli (Fofi): «Farmacisti per uso consapevole e appropriato»

Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha commentato favorevolmente il rapporto: «I dati diffusi dall’Aifa sull’uso degli antibiotici in Italia confermano che siamo uno dei Paesi UE che ne fa maggior uso. Se vogliamo evitare lo sviluppo di batteri resistenti alle cure, è necessario promuovere un uso razionale di questi medicinali dentro e fuori dagli ospedali, e sensibilizzare i cittadini ad attenersi alle indicazioni dei professionisti della salute, evitando l’autoprescrizione». Il dirigente ricorda che «i farmacisti sono in prima linea in quest’opera di responsabilizzazione in favore di un consumo consapevole degli antibiotici, come di tutti i medicinali, disincentivando il fai-da-te che, oltre che inutile, può rivelarsi dannoso per la salute individuale e dell’intera collettività. I cittadini possono trovare nel farmacista un professionista sempre disponibile a consigliare sui disturbi che richiedono l’uso di un antibiotico, educando anche all’adozione di buone pratiche di prevenzione per ridurre il rischio di infezioni».

Si rimanda al Rapporto nella sezione “Documenti allegati” e al video della presentazione disponibile aprendo questo collegamento.

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