Rivedere e rimodulare l’offerta formativa del Corso di studio in Farmacia e CTF, sulla base dell’evoluzione nel corso degli anni del mondo del lavoro dell’universo dei farmacisti. È stato questo in sintesi il principale obiettivo della riunione di consultazione con le parti sociali svolta venerdì 21 giugno 2019 presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli studi di Fisciano, che ha visto la partecipazione dei presidenti dei corsi di laurea ed i membri dello stesso Dipartimento, nonché di numerosi esponenti del mondo del lavoro in ambito farmaceutico. Tra questi, Dario Pandolfi, presidente di Federfarma Salerno, Ferdinando Maria De Francesco, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Salerno, ed Ugo Trama, responsabile Uod “Politica del farmaco e dispositivi” della Regione Campania.

Come spesso accade in seguito alla partecipazione ad corso universitario, il farmacista neolaureato si trova di fronte alla necessità di acquisire nuove competenze al fine di essere integrato con una certa velocità nel mondo del lavoro. Che si tratti di lavorare in farmacia o nell’industria del farmaco. Capacità che tuttavia, sebbene il farmacista abbia praticato nel corso della vita accademica attività formative volte a sviluppare una preparazione scientifica relativa alle discipline caratterizzanti, potrebbe non essere sufficientemente esigua, visti i requisiti sempre più stringenti del mercato. Ne consegue che, alla luce di questo scenario, potrebbe essere utile, da parte del mondo accademico, favorire l’inserimento di una serie di attività affini o integrative al percorso principale di studi, finalizzate alla conoscenza delle nuove necessità espresse dalle aziende. Condizione che faciliterebbe dunque l’assorbimento dei farmacisti neolaureati e consentirebbe un miglior accesso a risorse umane già consapevoli rispetto alla natura del lavoro con cui si avrà a che fare.

«Un primo punto di partenza – spiega Pietro Campiglia, direttore del Dipartimento di farmacia dell’Università degli studi di Salerno – è quello di creare delle giornate e dei seminari specifici con il mondo industriale, mensilmente, in modo tale da avviare un rapporto forte con il mondo accademico e soprattutto con i ragazzi». Il dirigente evidenzia a tal proposito che «possiamo riempire di qualsiasi contenuti i nostri corsi, però è importante far capire loro che tramite lo studio del meccanismo di azione di un farmaco si possono tirar fuori tante informazioni importanti per quello che sarà lo sbocco professionale». Dunque, «il punto forte sarà un percorso di formazione continua caratterizzato da una stretta connessione tra mondo accademico e mondo del lavoro». Ciò attraverso una serie di progetti, tra cui la creazione di «una struttura fisica all’interno del campus, in cui c’è una sinergia tra mondo industriale e della formazione». In sostanza, conclude Campiglia, «dobbiamo dare l’opportunità allo studente di poter scegliere. Un percorso sperimentale condiviso ed un percorso post-laurea più adatto alle esigenze reali del mondo del lavoro».

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