“Shameless”, dall’inglese “senza vergogna”, questo il nome dell’operazione condotta su tutto il territorio nazionale che ha portato all’esecuzione di 44 decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di titolari di aziende farmaceutiche, informatori scientifici del farmaco, farmacie, medici specialisti e di medicina generale, e a 17 ordini di esibizione di documentazione ad altrettante aziende farmaceutiche, emessi dall’autorità giudiziaria inquirente.

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A farlo sapere è lo stesso ministero della Salute, il quale rende noto che «il contesto investigativo trae origine dal rinvenimento di alcune confezioni di farmaci presso uno studio associato di medici di medicina generale, prescritti con ricette false». Da qui, le indagini che «hanno consentito – spiega il Ministero – di individuare un gruppo associativo composto da promotori, titolari di aziende farmaceutiche, farmacisti e medici compiacenti che hanno ideato e attuato – evidenzia la nota del dicastero – un sofisticato procedimento corruttivo basato sulla prescrizione di farmaci a carico di ignari pazienti, sulla successiva spedizione delle ricette nelle farmacie convenzionate con le varie AASSLL e sulla ricettazione dei farmaci con la partecipazione di cittadini stranieri, creando così un giro d’affari di almeno 20 milioni di euro e un danno erariale in corso di quantificazione per truffa al Servizio sanitario nazionale».

Le ipotesi investigative che dovranno essere verificate, hanno visto provvedimenti spiccati sulle provincie di «Bari, Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Napoli, Roma, Avellino, Salerno, Milano, Imperia, Torino, Ancona, Potenza e Catania, e le operazioni sono state condotte dai carabinieri del Nas di Bari, supportati dai colleghi delle varie articolazioni territoriali del Comando carabinieri per la Tutela della Salute, in collaborazione con militari dei competenti Comandi provinciali Carabinieri».

L’operazione ha suscitato l’immediata reazione dei rappresentanti di categoria, tra cui Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), il quale ha sottolineato che «pare impossibile che anche in questo difficilissimo momento per il paese, in cui tutte le risorse e le forze del paese sono impegnate a tutelare la salute dei cittadini, ci sia chi continua a perpetrare truffe e altri reati gravi a danno del Servizio sanitario». In proposito, Mandelli evidenzia che «non possiamo che condividere l’indignazione del ministro della Salute Roberto Speranza e ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso rapidamente». Per questo motivo, «gli Ordini provinciali competenti – evidenzia Mandelli – agiranno, come di consuetudine, con il massimo rigore, come nella linea della Federazione». Fatti che, evidenzia Mandelli, «non possono e non devono in alcun modo sporcare l’immagine dei farmacisti che in questi mesi si sono prodigati per essere, ogni giorno, al fianco dei cittadini e al servizio della collettività, pagando anche con la vita il loro impegno e la loro dedizione».

Dello stesso avviso è Marco Cossolo, presidente Federfarma, il quale auspica che, ove i farmacisti fossero effettivamente ritenuti responsabili dei reati ipotizzati, Federfarma «è pronta a costituirsi parte civile negli eventuali processi che dovessero aprirsi nei confronti dei titolari di farmacia accusati di essere coinvolti nella truffa ai danni del Ssn». Cossolo esprime poi dispiacere «perché fatti come questi ricadono negativamente anche sulla rete delle farmacie che, in questa recente emergenza sanitaria, hanno dimostrato ancora una volta spirito di sacrificio, dedizione e impegno nel rispondere al meglio ai bisogni di salute delle persone».

«Desidero esprimere il mio apprezzamento – dichiara Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari e BAT – per il lavoro, competente, instancabile e faticoso dei carabinieri del Nas, a tutela ancora una volta del bene supremo della salute pubblica. Dall’attività investigativa in corso – sottolinea d’Ambrosio Lettieri -, coordinata dalla Procura di Bari ed eseguita dal Corpo specializzato dei Carabinieri, emergerebbe una stima di circa 20 milioni di euro di danni, che sarebbero prodotti alla finanza pubblica da presunte truffe al sistema sanitario nazionale, tanto più odiose, se confermate, perché realizzate da operatori del settore sanitario e, peraltro, in un momento di emergenza come quello determinato dalla pandemia da Covid-19. Si tratta di risorse che vengono sottratte al diritto alla salute del cittadino perché la truffa al sistema sanitario procura un danno economico che si riflette sui servizi essenziali da fornire alla collettività, oltre a far emergere uno spaccato etico e sociale inquietante. Certo, è necessaria la massima prudenza e occorre attendere l’esito delle attività di indagine. Ma non si può non esprimere il deploro e la mortificazione per storie che offendono la dignità della Professione sanitaria e comprimono i diritti dei cittadini alla tutela della salute e sui cui l’Ordine svolgerà con massimo rigore le attività di sua competenza».

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