La Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole sul disegno di legge delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica, noto come Testo Unico. Il provvedimento, promosso dal Sottosegretario di Stato al ministero della Salute Marcello Gemmato, ha quindi superato un passaggio istituzionale cruciale, ottenendo il consenso di Regioni, Province autonome e Comuni. Come si ricorderà, la riforma intende razionalizzazione il corpus normativo di settore attualmente frammentato, e creare un quadro regolatorio più solido per l’intera filiera del farmaco. Come fine ultimo, la misura si propone di migliorare l’accesso alle cure da parte delle persone con una norma più coerente e aggiornata.

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Una riforma sistemica per il settore farmaceutico.

Il disegno di legge delega conferisce al Governo il potere di emanare uno o più decreti legislativi per riordinare organicamente la materia farmaceutica. L’intervento legislativo intende operare su diversi fronti, tra cui le modalità di accesso al farmaco, il monitoraggio e il controllo della spesa farmaceutica, nonché il ruolo delle farmacie nella prestazione di servizi sanitari territoriali e il potenziamento della rete assistenziale farmaceutica. L’auspicio espresso dalle autorità è che la creazione di un Testo Unico possa fornire regole più chiare e condivise a tutti gli stakeholder del settore, dalle aziende produttrici alle strutture distributive, contribuendo a una governance più efficace del sistema.

Il percorso istituzionale verso il decreto legislativo.

A margine del parere favorevole espresso, il Sottosegretario Gemmato ha osservato che «dopo la bollinatura della Ragioneria dello Stato dello scorso mese, nella seduta straordinaria di questa mattina (15 gennaio 2026, ndr) della Conferenza Unificata abbiamo incassato l’ok di Regioni, Province e Comuni al disegno di legge delega sul Testo Unico della legislazione farmaceutica». Gemmato ha ricordato che si tratta di «un passaggio necessario e non scontato per proseguire nell’iter di definizione del decreto legislativo, che contiamo di completare entro l’anno. La tabella di marcia è chiara: il prossimo step è l’esame e l’approvazione in Parlamento, che auspico possa procedere con la stessa speditezza dimostrata finora».

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