«In un’ottica di sviluppo concreto della farmacia dei servizi, Farmacieunite ha aderito al progetto sperimentale dell’Ulss 7 Pedemontana Veneta (che comprende Asiago, la zona di Bassano e l’Alto Vicentino) per fornire ai cittadini il servizio di telemedicina presso le farmacie del territorio». È quanto ha fatto sapere l’organismo sindacale di categoria alternativo a Federfarma, al quale si associano volontariamente le farmacie pubbliche e private aperte sul territorio. Farmacieunite evidenzia che «per realizzare il progetto le farmacie sono state corredate di un dispositivo dotato di intelligenza artificiale progettato per rendere possibili ed efficaci le tele-visite, consentendo ai medici di connettersi a distanza con i pazienti per effettuare esami clinici di cuore, pelle, orecchie, gola, addome, polmoni, oltre al rilevamento della temperatura corporea. La soluzione replica una visita in presenza ma realizzata in farmacia con il medico dell’Ulss collegato tramite un sistema di videoconferenza».

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Le finalità del progetto di telemedicina in farmacia

Lo scopo del progetto è «testare una modalità nuova di monitoraggio e cura dei pazienti limitando gli spostamenti dei cittadini affinché si rechino presso le strutture dell’Ulss utilizzando la capillarità delle farmacie in tutto il territorio». Inoltre «la sperimentazione servirà per valutare tutte le potenzialità del progetto per poi svilupparlo in tutte le farmacie del Veneto». Secondo Nicola Zerbinato, consigliere di Farmacieunite, «aderendo al progetto si vuole realizzare un ulteriore segmento della farmacia dei servizi a completamento dei servizi storici e di quelli di più recente introduzione come le vaccinazioni e il rilascio del green pass dopo tampone negativo».

«La telemedicina in farmacia può salvare la vita»

Lo scorso maggio la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha commentato l’intervento risolutivo di un farmacista che con la telemedicina ha salvato un paziente. È stato proprio un elettrocardiogramma a consentire l’immediato ricorso al cardiologo. La Fofi aveva evidenziato che «è un perfetto esempio del ruolo fondamentale che il farmacista di comunità può avere nell’assistenza territoriale, in particolare nelle aree lontane dalle grandi città». Ciò elogiando i benefici della telemedicina in farmacia. «Queste prestazioni, che non si limitano agli esami elettrocardiografici, sono una delle nuove funzioni previste dal modello della “Farmacia dei servizi” promosso dalla Fofi, la cui sperimentazione avrebbe dovuto cominciare all’inizio del 2020 ma che la pandemia ha forzatamente ritardato».

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