takecareSarà presentato giovedì 18 giugno 2015, presso il Consiglio regionale della Lombardia (Palazzo Pirelli, sala 5, quinto piano, in via Fabio Filzi 22 a Milano), il portale TakeCare. Si tratta di un progetto rivolto a tutta la popolazione e finalizzato a fornire un punto di riferimento a coloro che – siano essi cittadini lombardi, oppure provenienti da altre regioni o anche da Paesi stranieri – vogliano ottenere una panoramica sul mondo della sanità locale. I contenuti del sito internet – che è stato realizzato, tra gli altri, con il contributo del colosso farmaceutico americano Pfizer – saranno infatti fruibili in sei lingue: oltre all’italiano, anche inglese, francese, spagnolo, russo e cinese, al fine di coprire un ampio ventaglio di utenti.
L’obiettivo del progetto è quello di far conoscere meglio le strutture sanitarie, le associazioni e i centri di eccellenza presenti sul territorio. In questo modo il paziente potrà orientarsi più facilmente in un meccanismo oggettivamente complesso, grazie ai contributi che saranno pubblicati da parte di esperti del settore, giuristi, personale sanitario e istituzionale, il tutto coordinato dal consigliere regionale Stefano Carugo. I centri di cura e le associazioni potranno essere rintracciati, ad esempio, utilizzando come chiave di ricerca una determinata patologia, ma anche una lingua parlata, o ancora alcune attività specialistiche, oppure attraverso altre indicazioni che le strutture vorranno segnalare. In questo meccanismo non manca, inoltre, un ruolo per gli stessi cittadini, che possono dare il loro contributo, ad esempio, diventando mediatori culturali a disposizione delle strutture sanitarie. Un aiuto concreto che può rivelarsi particolarmente utile anche in termini di condivisione di esperienze ed supporto all’orientamento.
I promotori dell’iniziativa hanno sottolineato infine in un comunicato che il portale non è costato nulla alle casse pubbliche: ciò proprio grazie al fatto che i cittadini, le associazioni e i professionisti che hanno partecipato alla sua realizzazione hanno accettato di lavorare gratuitamente.

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