tagli al ssnGli emendamenti del Governo in materia sanitaria al Dl Enti Locali in esame al Senato rappresentano una sorta di decreto nel decreto che, agganciando pretestuosamente alcuni argomenti propri della trattativa Stato-Regioni, produrrà effetti devastanti sul patto della salute e sui livelli essenziali di assistenza, già compromessi dalle politiche deleterie dei tagli lineari.
Non posso condividere né metodo, tantomeno merito del provvedimento. Il metodo, perché il Parlamento viene esautorato delle proprie prerogative, stretto tra decreto legge e voto di fiducia con l’aggravante che viene introdotta una vera e propria riforma in un decreto legge senza che la Commissione competente in materia sanitaria, e cioè la XII, abbia avuto la possibilità di approfondire e intervenire.
Non condivido il merito degli emendamenti del governo che, a fronte di 2 miliardi e 300 milioni di euro di tagli al fondo sanitario nazionale, non raggiungono i risultati economici che dovrebbero, anzi ottengono l’effetto opposto. E’ proprio la Commissione Bilancio del Senato a sollevare pesanti dubbi sui tagli in relazione a ipotetici risparmi che non solo non ci saranno, ma andranno a tagliare diritti e a contribuiranno al consacramento della fine del ssn e dei principi di equità e solidarietà che lo ispirano.
Lotta alla corruzione e agli sprechi e attuazione di una nuova governance che punti alla qualità della spesa, all’appropriatezza delle prestazioni e al potenziamento della sanità territoriale e degli organici per migliorare i servizi, in realtà restano al palo, dando vigore ad una spending review irrealistica sul piano dei risparmi che, a partire dalla cosiddetta razionalizzazione della spesa per beni e servizi, dispositivi medici e farmaci, consegna i cittadini ad una sanità a responsabilità limitata, medici e personale sanitario ad ambiti operativi sempre più inadeguati ed esposti alla sfiducia dei pazienti e le imprese del comparto alla insostenibilità, fra tassazione alle stelle, norme farraginose, penalità surreali, tetti di spesa incongruenti e contraddizioni palesi.
Basta pensare al dibattito sui farmaci innovativi, in relazione a costo, rapidità e omogeneità di accesso – considerato che ad oggi sono inaccessibili ad una grande platea di persone, in maniera disomogenea sul territorio nazionale e a discapito soprattutto del Sud – mentre dall’altro lato si continua a tagliare in maniera improduttiva e a discapito della salute dei cittadini”.
Lo dichiara in una nota il sen. d’Ambrosio Lettieri (Conservatori e Riformisti), componente Commissione Sanità del Senato.

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