Clinical Trials & Research

Studio Matterhorn: i dati sul trattamento del tumore gastrico iniziale

Lo studio Matterhorn ha mostrato riduzione del rischio di morte del 22% con l’aggiunta di un medicinale alla chemioterapia standard nel setting perioperatorio per i tumori gastrici.


I risultati definitivi dello studio di Fase 3 Matterhorn, portato avanti da AstraZeneca e presentati in occasione del Congresso della European society for medical oncology a Berlino, hanno indicato che il trattamento perioperatorio con durvalumab in associazione alla chemioterapia standard Flot determina un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale in pazienti con carcinoma gastrico e della giunzione gastroesofagea resecabile in stadio iniziale. L’analisi finale dei dati ha rilevato una diminuzione del rischio di morte del 22% nel braccio di trattamento sperimentale. Le stime indicano che a tre anni il 69 percento dei pazienti trattati con il regime contenente durvalumab è in vita, contro il 62% nel gruppo di controllo sottoposto alla sola chemioterapia. Il beneficio in termini di sopravvivenza si è mostrato coerente attraverso la maggior parte dei sottogruppi pre-specificati.

Analisi di sopravvivenza libera da eventi e profilo di sicurezza

I dati dello studio Matterhorn hanno fornito evidenze a supporto dell’efficacia del regime. Un’analisi di associazione ha mostrato che ogni grado di risposta patologica ottenuta con durvalumab è correlato a un miglioramento della sopravvivenza libera da eventi. In precedenza, un’analisi intermedia aveva già evidenziato una riduzione del 29 percento del rischio di progressione, recidiva o morte. Il profilo di sicurezza osservato con la combinazione di durvalumab e chemioterapia Flot si è mantenuto gestibile e in linea con quanto noto per i singoli farmaci, senza differenze significative nella percentuale di pazienti che hanno portato a termine l’intervento chirurgico rispetto al braccio di controllo. La somministrazione del trattamento ha seguito un protocollo perioperatorio che prevedeva la somministrazione neoadiuvante e adiuvante dell’immunoterapico.

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