geoblocking-farmacieLa Commissione europea ha approvato il regolamento 302/2018 attraverso il quale si vogliono «impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti nell’ambito del mercato interno». Ovvero il cosiddetto «geoblocking» che, come riferito dal Sole 24 Ore, è rappresentato «dall’insieme di barriere e restrizioni imposte dai venditori online ai clienti che vivono o si trovano all’estero al momento dell’acquisto. Una discriminazione che si esprime sia nel blocco totale della compravendita online da un paese all’altro sia in forme più sottili di penalizzazione, come i sovrapprezzi ad hoc per i consumatori stranieri».

Con il nuovo regolamento, entrato in vigore a marzo ed applicabile dal 3 dicembre 2018 in tutta l’Unione europea, ciò non è più possibile. Secondo Bruxelles, infatti, si trattava di una forma di «repressione» della libertà di shopping online per i cittadini comunitari. La domanda che a questo punto ci si pone è: il regolamento vale anche per i prodotti farmaceutici Sop e Otc? La norma, pubblicata sul sito eur-lex.europa.eu non cita in alcun modo né i medicinali, né le farmacie, né i farmaci. Però la questione delle esclusioni è stata trattata per alcune fattispecie: nel testo, infatti, si cita in questo senso «la trasmissione di eventi sportivi, che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive», e che pertanto «sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento». Sembrerebbe dunque che tutti gli altri settori siano compresi, tanto più che l’organismo esecutivo dell’Ue sottolinea come obiettivo del regolamento sia quello di «promuovere la crescita e ampliare la scelta dei consumatori in tutto il mercato interno».

Il quotidiano economico segnala inoltre che, «secondo dati forniti dalla Commissione, fino al 63% dei portali web visualizzabili nella Ue prevedeva filtri capaci di dissuadere “in un modo o nell’altro” gli utenti dall’acquisto in un Paese diverso dal proprio». Inoltre, «il mercato dell’e-commerce europeo dovrebbe raggiungere entro il 2018 un giro d’affari da 602 miliardi di euro, secondo i dati del portale Ecommerce news, mettendo a segno un rialzo del 13% rispetto al 2017».

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