spesa-farmaceutica-convenzionata-gennaio-luglio-2013-imgL’Agenzia del farmaco ha reso noti i dati raccolti nella sua azione di monitoraggio della spesa farmaceutica regionale per il periodo gennaio-luglio di quest’anno. L’Aifa ha fatto una stima della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, rilevando come la prima sia in linea con il tetto di spesa programmato, mentre la seconda fa registrare uno sforamento, e ha calcolato la spesa convenzionata sia lorda (spesa farmaceutica a prezzi al pubblico) che netta (spesa farmaceutica a carico del Ssn, al netto degli sconti a carico della filiera distributiva), il numero di ricette in regime convenzionato e la compartecipazione totale sostenuta dal cittadino per i medicinali erogati in convenzionata, effettuando confronti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Nella prima parte del 2013 scendono sia la spesa lorda che quella netta, di 2,9 punti percentuali la prima, che si assesta sui 6,7 miliardi di euro, del 2,2% la seconda, che arriva a 5,3 miliardi. Crescono invece sia le ricette, 363 milioni, il 2,9% in più, sia la compartecipazione, 856,5 milioni di euro, l’1,2% in più in confronto al 2012. La spesa farmaceutica convenzionata netta si è ridotta di 117 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso, in tutte le Regioni tranne Marche, Umbria e Campania, mentre al contrario la contrazione è stata particolarmente consistente in Emilia Romagna (-4,2%) e Sardegna (-7,5%), con un risparmio di oltre 14 milioni ciascuna.

La compartecipazione del cittadino mostra invece uno scenario differente a seconda del contesto, con Regioni in cui cresce, come la Toscana, che fa registrare un +8%, e altre in cui scende, come la Sardegna (-3,9%). In termini di quota di compartecipazione sul prezzo di riferimento (il differenziale tra il prezzo al pubblico del medicinale prescritto e il prezzo di riferimento stabilito dall’AIFA), i picchi si hanno in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. Il numero di ricette è cresciuto rispetto al gennaio-luglio 2012 di oltre 10 milioni 360 mila; in valori assoluti, a contribuire maggiormente sono la Lombardia, con 1 milione 580 mila ricette in più, per un totale di quasi 49 milioni, il Lazio, + 1 milione e 167 mila ricette, oltre 39 milioni totali, e la Campania, 1,4 milioni di prescrizioni in più, 35 milioni totali. Con l’aumento delle ricette, la dematerializzazione, una volta eliminato il promemoria della fase sperimentale, potrebbe venire in soccorso riducendo i costi di stampa.

Passando invece alla spesa farmaceutica territoriale, tenendo conto del pay-back, secondo le stime dell’Aifa essa dovrebbe essere dell’11,45%, in linea con il tetto di spesa programmato dell’11,35%, 7,2 miliardi di euro. A superarlo sono dieci Regioni: Sardegna, Lazio, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata. In Lazio lo sforamento è di 117 milioni, oltre gli 80 quello in Sicilia e Campania, e intorno ai 45 milioni in Sardegna e Puglia. Peggiore il quadro sul fronte del tetto di spesa programmato per la spesa farmaceutica ospedaliera, fissato al 3,5%, oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro: considerando il pay-back, si dovrebbe arrivare al 4,14%, 426 milioni in più. In questo caso sono solo tre a rientrare nel tetto, Lazio, Trento e Valle d’Aosta. Mettendo insieme le due spese, territoriale e ospedaliera, tra gennaio e luglio di quest’anno rispetto al tetto di spesa del 14,85%, vale a dire 9,5 miliardi, c’è uno sforamento complessivo di quasi 500 milioni. A crearlo 15 Regioni, e in particolare la Puglia, 134 milioni di buco, il Lazio, 115 milioni, Sicilia e Campania con oltre 90 milioni; sforamenti che non fanno ben sperare per il bilancio di fine anno.

Spesa farmaceutica convenzionata, il report

Scarica il report AIFA della spesa farmaceutica convenzionata gennaio-luglio 2013. (Link esterno)

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