Spesa farmaceutica, nel 2017 calo della netta SSN. Aumenta la DPC
I dati IQVIA diffusi da Federfarma indicano per il 2017 un calo della spesa farmaceutica netta SSN. Le farmacie hanno permesso di risparmiare 670 milioni di euro.

Nella nota si sottolinea il ruolo che le farmacie continuano a rivestire per contribuire al contenimento della spesa: il risparmio prodotto nell’anno di riferimento, è stato di circa 415 milioni di euro, «ai quali vanno sommati circa 67 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1 marzo 2007 e sempre prorogato». A ciò si aggiunge poi la trattenuta aggiuntiva, che «ha comportato un onere quantificabile nel 2017 in circa 188 milioni di euro». Complessivamente, quindi, «il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2017, è stato di circa 670 milioni di euro».
Per quanto riguarda poi le quote di partecipazione a carico dei cittadini, esse sono aumentate, in rapporto alla spesa lorda, passando dal 14,2% del 2016 al 14,4% dello scorso anno. L’incidenza dei farmaci a brevetto scaduto è stata pari inoltre all’80% delle confezioni e al 61% della spesa. I generici coprono una fetta di mercato pari al 29% delle confezioni e al 18% della spesa. In termini di tipologia di medicinali, infine, sono ancora una volta quelli per il sistema cardiovascolare quelli per i quali si è speso di più (benché il dato risulti in calo del 3,6%). La categoria più prescritta, invece, è quella degli inibitori della pompa acida, mentre crescono i consumi di vitamina D. La specialità più prescritta è la cardioapirina, seguita dal dibase.