sistema sanitario italiano“Sorpresa, secondo l’agenzia americana Bloomberg che ha utilizzato i dati forniti da Fmi, Oms e Banca Mondiale, il sistema sanitario italiano è al terzo posto nel mondo – dopo Singapore e Hong Kong – per efficienza. Siamo, quindi, il massimo in Europa, considerato che la Francia è ottava, il Regno unito decimo e la Germania è al 23^ posto. Tutto bene, dunque? Per niente.
Per mantenere questi standard occorrono risorse e chiarezza nella programmazione, nelle politiche europee, quanto in quelle nazionali, dove la recente proposta del Patto per la Salute non risponde in pieno alle esigenze di una nuova governance rispetto alla sostenibilità del sistema sempre più messo a repentaglio dai finanziamenti insufficienti, dai tagli lineari, ma anche da sprechi e corruzione. Il quadro che va a fare da contraltare ai risultati della ricerca di Bloomberg, è quello una diseguaglianza crescente, inaccessibilità ad alcuni servizi essenziali per le fasce più deboli della popolazione, servizi inadeguati rispetto ad una tassazione in aumento esponenziale.
Per salvaguardare il nostro sistema sanitario nazionale, che garantisce una copertura universale, e dunque per conservare e addirittura migliorare gli standard che ci pongono ai primi posti nel mondo per efficienza, è necessario avere prospettive chiare per il futuro, mentre il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato dal segno opposto: una totale incertezza.
Sul piano europeo, l’Italia deve giustamente chiedere con forza una revisione dei vincoli del Patto di Stabilità. Escludere le risorse destinate al ssn per garantire i livelli essenziali di assistenza secondo standard che ci rendono primi nel mondo sarebbe forse una provocazione. Ma mica tanto, se si pensa che nel calcolo del prodotto interno lordo sono state considerate le spese per la ricerca, quelle militari, ma anche i proventi di una serie di attività illecite, come prostituzione, contrabbando, droga che varrebbero il 2% del Pil italiano. E’ evidente che, al di là della provocazione, una riflessione sul tema bisogna aprirla anche nel consesso europeo, considerato che l’Italia spende in sanità il 9% del Pil”.
Lo dichiara in una nota il sen. d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI 12^ Commissione Sanità Senato.

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