Ridurre il fenomeno dei farmaci indisponibili mediante il coinvolgimento diretto di farmacisti ospedalieri e aziende del farmaco. È tra le principali finalità dell’accordo portato a termine che vede una partnership la Società Italiana di farmacia ospedaliera (Sifo) ed Egualia, l’associazione dei produttori di farmaci equivalenti, bosimilari e value added medicines. A farlo sapere sono le stesse sigle, le quali chiariscono che il fenomeno delle indisponibilità non è da confondere con quello delle carenze. «Queste ultime – si legge in una nota – derivano da problematiche oggettive che riguardano il titolare del prodotto (problemi produttivi, pendenza di procedure regolatorie, ecc.) e vengono puntualmente monitorate e gestite da AIFA tramite la pubblicazione di una apposita lista dei medicinali coinvolti, l’indicazione delle alternative terapeutiche disponibili sul mercato ovvero l’autorizzazione all’importazione del medicinale concessa all’azienda titolare o alle strutture ospedaliere che ne facciano richiesta».

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Il ruolo dei farmacisti ospedalieri

Da qui, il ruolo dei farmacisti ospedalieri «impegnati frequentemente nella gestione dell’irreperibilità di farmaci non ricompresi nella lista delle carenze pubblicata sul sito Aifa, ma temporaneamente non disponibili nel ciclo distributivo, spesso a causa di distorsioni della catena distributiva o ad una cattiva comunicazione tra la farmacia ospedaliera e l’azienda titolare Aic». Nell’ambito di tale collaborazione è previsto un modulo di comunicazione «che a livello nazionale – spiegano le organizzazioni – sarà sostenuto da un contratto a tempo libero professionale Egualia-Sifo destinato a un giovane farmacista» e che «potrebbe rivelarsi un’importante arma di aiuto nel migliorare la comunicazione tra farmacie ospedaliere e aziende, riducendo il fenomeno lamentato da Sifo e agevolando anche l’attività delle aziende produttrici».

Database delle indisponibilità gestito da Sifo

Marcello Pani, segretario Sifo, e Filippo Urso, coordinatore del Progetto DruGhost, ricordano che «per affrontare quest’ultimo complesso fenomeno la nostra associazione ha lanciato ormai tre anni fa il progetto “DruGhost”, con l’obiettivo di mappare/fotografare il fenomeno delle indisponibilità dei medicinali, per verificarne il reale impatto sulle attività di approvvigionamento da parte delle strutture ospedaliere e territoriali del Ssn. Il progetto pilota, già attivo in Puglia, Sicilia e Lazio, prevede adesso l’estensione su tutto il territorio nazionale con implementazione di un database delle indisponibilità dei farmaci gestito da Sifo sul proprio sito, in rete con tutte le strutture del Ssn e con Aifa, essendo complementare rispetto a quello delle carenze gestito dall’ente regolatorio».

Meccanismo di alert destinato alle aziende farmaceutiche

Secondo Enrique Häusermann, presidente di Egualia, «il progetto che Sifo ha presentato al tavolo delle indisponibilità di Aifa ha attirato subito l’attenzione del nostro gruppo di lavoro dedicato al tema della indisponibilità/carenze. Grazie al protocollo d’intesa siglato oltre un anno fa – precisa il dirigente – abbiamo lavorato all’introduzione di un meccanismo di alert destinato alle aziende farmaceutiche per ogni segnalazione di temporanea indisponibilità (ed esclusione quindi dei medicinali inclusi nella lista delle carenze di Aifa) sui farmaci di cui sono titolari Aic, all’atto dell’inserimento della stessa nel database da parte dei farmacisti ospedalieri, una volta che la segnalazione abbia superato il vaglio di ammissibilità della piattaforma. Siamo convinti che questo meccanismo, volto ad agevolare la comunicazione tra le parti, potrebbe risultare risolutivo nella gran parte dei casi».

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