In un mondo ormai altamente digitalizzato, la protezione dei dati e la privacy degli utenti ha acquisito grande rilevanza, anche perché all’incremento dell’uso dei sistemi informatici da parte di fasce sempre più ampie di popolazione, ha fatto seguito un aumento delle violazioni. Il che lascia intendere che i “cyber criminali” sono sempre più abili e diventa quindi fondamentale per i cittadini adoperarsi in modo costante nell’uso di tutti gli strumenti disponibili per difendersi. A cominciare dalla scelta e dalla conservazione delle password, richieste ormai in un numero sempre più elevato di applicazioni, siti e servizi on-line, anche molto importanti e personali. Per supportare gli utenti e aiutarli a seguire un metodo valido per proteggersi adeguatamente nello sterminato mondo digitale, sono gli stessi esperti in informatica a dispensare una serie di consigli su come procedere per gestire al meglio le proprie password.

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Evitare di usare la stessa password per siti diversi

Un’indicazione su cui convengono gli esperti informatici è quella di creare password diverse per ogni singolo account, sito o app dove è richiesta una chiave d’accesso. Questo per evitare che, usando sempre la stessa, in caso venga scoperta venga poi automaticamente usata per entrare in tutte le applicazioni in cui si presume l’utente possa averla riutilizzata. «È importante usare una password diversa per ogni servizio – spiega in un articolo su Forbes la giornalista specializzata in cybersicurity Kate O’Flaherty -. Altrimenti, quando uno dei servizi dell’utente viene violato, potenzialmente potrebbero essere violati anche tutti gli altri in cui è stata usata la medesima chiave d’accesso». Gli haker confidano proprio sul fatto che la gente usi sempre la stessa chiave, agevolando il cosiddetto credential stuffing, ovvero il furto di interi account (username, mail e password). Un altro valido consiglio arriva dal divulgatore informatico italiano Salvatore Aranzulla, che fornisce una serie di modalità pratiche per comporre una password il più sicura possibile. «Una buona password – scrive Aranzulla sul suo blog – deve essere costituita da almeno otto caratteri alfanumerici e deve contenere caratteri speciali, come @#$%^&. Nel cercare di creare una password sicura è altresì buona norma non usare parole comuni, come “password”, la data del compleanno, il proprio nome utente o parole che possono essere lette sul dizionario. Inoltre, vanno sempre alternare maiuscole e minuscole».

Come creare la password (e non dimenticarla)

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Uno dei principali problemi nella definizione di password a prova di hacker è indubbiamente il fatto che più queste sono complesse (e quindi efficaci) più difficile sarà riuscire a memorizzarle e conservarle nel tempo, specie se si considera che ci sono servizi che non vengono utilizzati con costanza. Aranzulla suggerisce di stabilire due parole chiave, come per esempio, il proprio nome e il nome del sito e sostituire varie lettere con simboli. «Sostituisci le “a” con “@” – spiega a titolo esemplificativo – le “s” con “$”, gli spazi con “%”, le “o” con “0”, le “i” con “!” e le “e” con “EUR”». Esistono poi una serie di siti Internet dedicati alla sicurezza delle password, che mettono a disposizione sia software in grado di stabilire il livello di sicurezza della password sia di generarne di nuove.

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