A livello globale, la professione del farmacista si sta allontanando dal ruolo tradizionale di approvvigionamento e dispensazione dei medicinali per spostarsi sempre più verso l’erogazione di servizi sanitari. I farmacisti forniscono servizi professionali gratuiti incentrati sul paziente al fine di soddisfare i bisogni di assistenza sanitaria delle loro comunità. Tra i servizi proposti, che occupano ogni giorno dal 15 al 50% del tempo del farmacista, si ricordano la consulenza su disturbi comuni e non gravi, l’offerta di test di screening e l’aiuto nella gestione di patologie croniche. È in sintesi quanto emerge dallo studio “What free services do pharmacists offer? Investigating the provision of unfunded pharmacy services in community pharmacies”, pubblicato sulla rivista scientifica “Research in Social and Administrative Pharmacy”.

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Le modalità di effettuazione della ricerca

Al fine di ottenere dati sui servizi farmaceutici non finanziati da governi e compagnie assicurative private né a carico dei pazienti, il team di ricerca ha condotto delle discussioni all’interno di gruppi di lavoro formati da farmacisti volontari. I partecipanti, provenienti da farmacie aperte al pubblico situate in diverse aree della Nuova Zelanda, sono stati invitati a riportare le loro esperienze riguardo ai servizi in farmacia e alle ragioni della loro fornitura. Gli incontri si sono tenuti tra il novembre 2017 e il gennaio 2018 e le discussioni sono state registrate e trascritte alla lettera. 24 farmacisti hanno aderito all’indagine e sono stati suddivisi in 6 gruppi, ognuno composto da rappresentanti che differivano per ambiente lavorativo di provenienza, anni di esercizio della professione e genere.

I servizi offerti gratuitamente

Tra i servizi offerti gratuitamente, sono stati citati i consigli e le raccomandazioni sull’uso di farmaci per trattare disturbi di lieve entità. I farmacisti vengono spesso interpellati anche circa l’uso appropriato e l’efficacia degli integratori alimentari o di altri prodotti salutistici naturali, così come per consulenze sulla compatibilità dei medicinali con regimi dietetici particolari. Le richieste telefoniche legate alla corretta assunzione dei farmaci rientrano tra le attività non remunerate e ad esse è dedicata quotidianamente una parte sostanziale del tempo del farmacista. Tra le domande più frequenti, soprattutto nel fine settimana, vi sono quelle relative al dosaggio, incluso l’adeguamento in pediatria, e l’impiego di farmaci acquistati in un altro esercizio commerciale.

Alcuni servizi, come il monitoraggio della pressione arteriosa e la misurazione della glicemia, sono remunerati solo in certe regioni geografiche e vi possono essere differenze tra una farmacia e l’altra all’interno della stessa area. Nel caso in cui il paziente paghi per il servizio, si tratta comunque di un prezzo simbolico e i farmacisti hanno notato un aumento nel numero dei pazienti che richiedono questi test in farmacia anziché rivolgersi al proprio medico, dal momento che le tariffe applicate negli ambulatori sono ben più alte.

Le conclusioni dello studio

I farmacisti che hanno partecipato allo studio ritengono che i servizi offerti gratuitamente portino a una riduzione della pressione sui medici di medicina generale, a una diminuzione degli accessi al pronto soccorso e delle ospedalizzazioni, con risparmi ingenti per i servizi sanitari, oltre ad un rallentamento nella progressione di malattie croniche e ad un miglioramento della qualità di vita degli assistiti. Considerati i tagli alla sanità e la competizione delle farmacie-discount e di Internet, questi servizi risultano poco sostenibili economicamente da parte delle farmacie, ma la loro eventuale perdita avrebbe un impatto altamente negativo sulla salute dei pazienti.

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