sconti ssnLa questione dei rimborsi chiesti dalle Asl pugliesi alle farmacie terrà banco fino al prossimo dicembre. Nei mesi scorsi, la regione ha scoperto che i titolari di farmacie avrebbero calcolato, erroneamente, al ribasso gli sconti sui farmaci applicati alle Asl, nel periodo compreso tra il 2001 ed il 2011. Per questo, a partire dallo scorso mese di dicembre, le stesse aziende sanitarie hanno richiesto la restituzione della differenza ai titolari di tutte le 1.200 farmacie pugliesi: in tutto 9,8 milioni di euro per il periodo 2005-2011 (le somme precedenti non possono essere più chieste indietro).
«La questione – spiega Giuseppe Palattella, presidente di Federfarma Bari – nasce dal fatto che nel 2001 la regione Puglia emanò una delibera nella quale si fornivano indicazioni in merito al calcolo degli sconti che noi pratichiamo sui farmaci al SSN: è a quel prezzo di riferimento che ci siamo attenuti come base di calcolo. Nel tempo però queste indicazioni sono state superate dalla disciplina nazionale: noi non ne eravamo informati e perciò abbiamo continuato ad attenerci alla delibera di giunta. Poi, dopo casi analoghi in Sicilia, la regione si è resa conto di aver percepito sconti troppo bassi, e che ci saremmo dovuti attenere al prezzo al pubblico sul calcolo degli sconti. Di qui la richiesta di recupero della differenza».
Non tutti, però, pagheranno: le cifre richieste variano da poche centinaia di euro fino a 20 mila euro. E se alcuni hanno accettato la rateizzazione in 24 mesi proposta dalla regione (a Bari, ad esempio, circa 200 su 320), altri hanno deciso di rivolgersi al Tar, che nei giorni scorsi ha sospeso il recupero delle somme da parte della Asl, rinviando una decisione definitiva in merito a dicembre prossimo. Anche il Tar di Lecce si esprimerà nei prossimi giorni su questioni analoghe riguardanti le farmacie della provincia di Brindisi.
«Ciascun farmacista decide autonomamente – conclude Palattella -. Noi non contestiamo il problema evidenziato da parte della regione, tanto che dal 2013 abbia adeguato la base di calcolo. Tuttavia riteniamo opportuno, a questo punto, aspettare che i giudici amministrativi si esprimano nel merito della questione e facciano chiarezza».

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