Sconti e promozioni rappresentano uno degli strumenti più utilizzati dalle farmacie nell’ambito delle loro strategie di marketing. Ma si tratta di scelte apprezzate? Qual è l’opinione, in merito, dei farmacisti? Per tentare di rispondere a queste domande, FarmaciaVirtuale.it ha lanciato a fine marzo 2019 un sondaggio tra i propri lettori. Il primo quesito che è stato posto loro è il seguente: «Sei favorevole all’uso degli sconti come strumento di posizionamento dell’attività della farmacia?». Sulla questione i professionisti sembrano avere idee del tutto chiare: ben il 79% di chi ha partecipato al sondaggio ha risposto «no». Il che significa che quasi quattro farmacisti su cinque non ritengono utile sfruttare questo tipo di mezzo.

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Abbiamo quindi chiesto se «l’uso notevole degli sconti in farmacia possa gettare delle ombre sull’aspetto legato alla professione del farmacista e al ruolo che ricopre in qualità di esperto della salute». In modo coerente rispetto alla prima domanda, gli intervistati hanno risposto in larghissima maggioranza in modo affermativo (nel 94% dei casi). Ciononostante, è evidente che i titolari non possano esimersi da utilizzare gli sconti come strumento di marketing. Lo dimostra il fatto che, a domanda specifica («Nella tua farmacia vengono praticati sconti?») hanno risposto in modo affermativo più di quattro farmacisti su cinque: l’81%. La nostra redazione ha quindi cercato di indagare per comprendere quali siano i prodotti sui quali tale pratica risulta sfruttata più frequente: il 44% degli intervistati indica di praticare sconti soltanto sui prodotti di parafarmacia, mentre il 39% afferma di farlo anche sui farmaci da banco (Sop e Otc), ad eccezione di quelli che rientrano nella fascia C.

Quote decisamente minoritarie, invece, dichiarano di applicare gli sconti su tutti i prodotti. Per quanto riguarda poi la concorrenza nel settore, la stragrande maggioranza dei farmacisti riferisce di aver notato competitor che utilizzano la leva dello sconto per sottrarre clienti alla propria farmacia. I «sì», in questo caso, sono stati pari al 91%. Un fenomeno al quale i farmacisti rispondono in vario modo. C’è chi spiega ai clienti che «dietro a sconti eccessivi ci può essere una provenienza poco chiara» e che «la nostra scelta è di qualità e disponibilità nei confronti delle esigenze del paziente». Chi punta a fidelizzare il cliente «con leve diverse dal solo sconto». Quindi altri scelgono la strada «del consiglio, dell’aderenza alla terapia». E se c’è chi ammette, di fronte agli sconti, di «fare altrettanto», la maggior parte sottolinea che la risposta migliore alla concorrenza sta nella «professionalità».

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