Cittadinanzattiva ha presentato al ministero della Salute il documento “Salute di comunità. Dal bisogno alla soluzione. Analisi civica per la definizione degli standard qualitativi, organizzativi, tecnologici e di investimento”. Il testo è stato con la collaborazione di Fnomceo, Fnopi, Federfarma e Fimmg e il contributo non condizionato di Farmindustria. Nell’introduzione si legge che «la crisi pandemica che ci sta attraversando ha fatto emergere tutte le contraddizioni di un sistema sanitario che da molto tempo ha perso la caratterizzazione nazionale per dare spazio a una gestione regionale, con il conseguente insorgere di disuguaglianze territoriali che oggi limitano, in molti casi, la possibilità di accesso alle cure per un gran numero di cittadini, soprattutto delle regioni del sud. I temi dell’uguaglianza e dell’accessibilità, oltre che della gratuità, sono, da tempo, al centro di una profonda analisi che Cittadinanzattiva, insieme ai numerosi stakeholder che compongono il ventaglio degli attori impegnati nell’Ssn, sta svolgendo avvalendosi anche della collaborazione di soggetti privati che sono, spesso, portatori di idee innovative e congeniali al mantenimento e alla sostenibilità dell’intero sistema».

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La rete di prossimità e la farmacia

Nella definizione della rete di servizi di prossimità, Cittadinanzattiva esprime le proprie perplessità sul modello di intervento elaborato dall’Agenas, osservando che «il documento pone grande attenzione, fin dalle sue prime battute sulla “casa come primo luogo di cura” ma poi la realizzazione del modello sembra quasi non tenerne conto». Cittadinanzattiva ritiene invece fondamentale dare un ruolo molto più attivo ai medici di medicina generale e ai professionisti del territorio, compresi i farmacisti. «La pandemia ha dimostrato quanto sia importante riuscire a dare risposte di prossimità ai cittadini non solo in situazioni di crisi ma anche, e soprattutto, in momenti di ordinarietà. L’abbattimento delle liste di attesa, l’accesso ai servizi, l’accesso ai farmaci e altre criticità possono essere affrontate unicamente defatigando il livello ospedaliero ed efficientando un sistema di offerta di pressioni e servizi territoriali di primo e secondo livello. La diagnostica territoriale, possibile con una riforma della figura del medico di famiglia, con l’implementazione definitiva della Farmacia dei servizi e con il pieno e capillare utilizzo dell’infermiere di comunità è un primo passo per l’acceso a un processo di presa in carico che può garantire non solo salute, ma benessere ai cittadini».

L’Ssn di fronte al cambiamento epidemiologico

Il testo di Cittadinanzattiva contiene analisi e dati relativi a vari aspetti della sanità italiana. L’Organizzazione esamina anzitutto le caratteristiche della popolazione, considerando l’invecchiamento, l’aspettativa di vita e l’età media dei cittadini. Viene poi affrontata l’evoluzione epidemiologica negli ultimi anni, con un esame delle più diffuse patologie croniche e non e di problematiche come l’antibiotico-resistenza. Sono inoltre presentati dati inerenti alla prevenzione, all’accesso alle cure e ai tempi di attesa per esami diagnostici e visite specialistiche. Si passa quindi a esaminare come sta reagendo l’Ssn nell’affrontare questo conteso. «La fotografia che emerge è quella di un sistema che ha la necessità di affrontare una profonda riforma del suo assetto, soprattutto in termini si flessibilità, in grado di superare i limiti che da diversi anni caratterizzano il rapporto tra Ssn e cittadini, a causa della eccessiva focalizzazione sulla sostenibilità economica dell’offerta di cure a fronte di una domanda sempre più crescente ed esigente». La riforma del sistema deve necessariamente passare, secondo Cittadinanzattiva, dalla riorganizzazione di una rete di servizi territoriali.

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