Il 28 febbraio 2022 il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi ha inviato una nota alle aziende speciali farmaceutiche, agli enti, consorzi e società associate, ai servizi farmaceutici comunali associati alla giunta esecutiva Assofarm e ai coordinatori regionali Assofarm nella quale fornisce un chiarimento in materia di Ccnl farmacisti «a seguito delle dichiarazioni di agitazione decise e comunicate dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in merito alla trattativa in essere per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro». Nel documento si legge che «la nota sindacale, già inoltrata a tutti gli associati, invero ci lascia abbastanza perplessi visto che è stata emanata con una tempestività che di fatto ha impedito di approfondire alcune riflessioni che la Commissione per le relazioni industriali Assofarm ha predisposto e preventivamente informato la giunta esecutiva e i coordinamenti regionali. Le riflessioni di cui trattasi sono ritenute utili quali indicazioni per un posizionamento della trattativa al fine di avere elementi di confronto su un tema delicato, strategico e da noi tutti ritenuto di estrema importanza quale è il Contratto collettivo nazionale di lavoro che regola i rapporti delle Aziende con le risorse umane, determinanti per il lavoro che le Farmacie Comunali portano avanti».

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La posizione di Assofarm

Nel testo si legge che «preliminarmente è necessario evidenziare che gli inviti, rivolti alle rappresentanze sindacali, a superare ovvero aggiornare la propria piattaforma ormai datata di quasi un lustro non sono stati raccolti. Assofarm, difatti, ha sottolineato la necessità di operare su basi che tenessero in considerazione lo sviluppo che in questi ultimi anni ha avuto la farmacia ed il succedersi delle situazioni di trasformazione delle funzioni e dei ruoli della farmacia stessa, basti pensare al lavoro ed alle competenze avute ed in essere nel corso della pandemia Covid19. La Federazione con la propria Commissione per le Relazioni Industriali ha avanzato alcune riflessioni preliminari per un avvio della discussione, riflessioni che non sono state ritenute meritevoli di confronto, tanto che il Sindacato ha proclamato lo stato di agitazione. Rammentiamo che con il rinnovo del precedente contratto Assofarm aveva assunto una posizione ferma ed inusuale che non vuole assolutamente ripercorrere, posizione richiamata dall’esigenza di una contrazione della forbice che distanzia la contrattazione di farmacisti pubblici rispetto a quelli privati».

Proposta sul rinnovo contrattuale

Gizzi prosegue evidenziando che «l’allora trattativa, a dire il vero, è stata ripresa e conclusa prendendo atto di una forte assunzione di responsabilità da parte dei sindacati. L’obiettivo sopra esposto deve essere, a nostro giudizio, sempre tenuto in considerazione sia pur consapevoli delle differenti peculiarità e dei pregevoli livelli professionali che i farmacisti Comunali offrono alla organizzazione aziendale per rispondere alle esigenze sanitarie della popolazione servita. Ribadiamo che una proposta di rinnovo contrattuale deve contenere tutto ciò che possa valorizzare ulteriormente il ruolo del Farmacista e sostanzialmente premiare l’azione che le risorse umane delle Farmacie Comunali portano quotidianamente avanti ma, nello stesso tempo, è necessario non disarticolare sul mercato del lavoro la professionalità dei farmacisti, in un contesto di sicura ed equilibrata concorrenza, coniugando la tenuta dei conti e dei bilanci delle Aziende associate anche nell’interesse dei lavoratori a cui va rivolta la massima attenzione».

Un nuovo modello di farmacia

Dunque «Assofarm intercetta, nel rinnovo contrattuale, una occasione per importare un modello di farmacia che vada incontro agli auspicabili ed opportuni nuovi orizzonti a cui il sistema farmaceutico del nostro paese sarà chiamato con l’avvio della farmacia dei Servizi e la richiesta, da parte del decisore politico, di strutturare la farmacia quale presidio sanitario di vicinato facendo leva sul forte rapporto di fiducia tra il cittadino ed il farmacista. Quanto detto porta a discutere su una nuova articolazione dell’orario di lavoro che compensi l’ulteriore operatività del Farmacista anche in risposta alla liberalizzazione degli orari di apertura della farmacia e per superare lo strumento ormai desueto dell’orario straordinario. Riteniamo importante superare ogni forma di cottimo per le funzioni che il Farmacista dovrà assumere all’interno della farmacia dei servizi, migliorando significativamente i livelli retributivi in merito sottoscritti recentemente con il contratto dei farmacisti privati».

Responsabilità ai direttori di farmacia

Infine, Assofarm aggiunge «la necessaria riflessione sulle maggiori e sempre più importanti responsabilità che vanno riconosciute ai direttori di farmacia. Tali argomenti, sia pur sinteticamente accennati costituiscono alcuni importanti momenti di confronto e non possiamo non concludere, ritenendo doveroso intercettare nel nuovo contratto, posizioni forti nel welfare aziendale in linea con i tempi e le dovute attenzioni nei riguardi delle risorse umane delle Farmacie comunali. Siamo consapevoli che ogni decisione sulle forme e contenuti del contratto dovrà essere assunta dai momenti assembleari del nostro sistema, momenti che prepareremo appena le condizioni lo permetteranno. Seguiteremo a raccogliere elementi e proposte che sicuramente emergeranno negli incontri programmati tra la Commissione per le Relazioni Industriali e le rappresentanze sindacali. Continueremo il nostro lavoro con la medesima serenità senza subire alcuna forma di pressione ma con il solo ed unico interesse di operare, sia pure in contesti economici e delicati per i tempi che attraversiamo, nell’interesse del sistema delle Farmacie Comunali. Sarà nostra cura fornire ulteriori informazioni che matureranno nel corso dei lavori con il rinnovo del contratto».

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