La Direzione generale welfare programmazione farmaco e dispositivi medici della Regione Lombardia ha diramato una nota diretta alle principali associazioni di categoria e alle autorità sanitarie lombarde dall’oggetto «Ricette farmaceutiche dematerializzate – precisazioni», nella quale, dopo diversi quesiti pervenuti, fornisce chiarimenti nei casi di ricette dematerializzate prescriventi un farmaco di importo inferiore al ticket. «In attesa di indicazioni nazionali – si legge nella nota -, al fine di evitare disagi al paziente, in caso di ricette in cui sono prescritti farmaci che costano meno dell’eventuale ticket (quali ad esempio Gardenale), dal prossimo 30 luglio sarà possibile utilizzare il promemoria come se si trattasse di una prescrizione in regime privato». Ciò «procedendo come di seguito schematizzato», tra cui «1) prendere in carico la ricetta con il proprio software gestionale» e «2) erogare, sempre tramite il proprio gestionale, tale ricetta, utilizzando l’apposita funzionalità che le Software House renderanno disponibile a partire dalla data sopra indicata, e che permetterà di erogare tali ricette utilizzando l’opzione “ricetta erogata non a carico del SSN” che si traduce verso il SAC con tipoOperazione = 6». «L’utilizzo del promemoria come ricetta bianca – puntualizza la Regione -, senza seguire le precedette operazioni, espone la Farmacia a rischi sanzionatori».

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Ulteriori precisazioni riguardano le «ricette bianche con firma del prescrittore stampata». Nello specifico «le ricette bianche (qui non ci si riferisce ai promemoria stampati) redatte da MMG, specialisti o in seguito a dimissioni ospedaliere, possono essere spedite solo se riportano la firma autografa del prescrittore. Non sono spedibili le prescrizioni recanti l’immagine della firma del prescrittore o una scritta quale, ad esempio, “firmata elettronicamente». Ciò perchè «a firma elettronica conserva il suo valore legale solo sul documento informatico; nel momento in cui il file viene stampato su carta, il relativo documento cartaceo che viene prodotto non ha più valore giuridico, perdendo infatti gli attributi di integrità, certezza del mittente, non ripudiabilità e data certa di creazione».

In proposito la Regione evidenzia che «la farmacia non ha nessuno strumento per verificare la presenza di una firma elettronica valida, a differenza di quanto avviene per le ricette dematerializzate per farmaci umani o veterinari, il cui controllo avviene grazie ai software gestionali che si collegano ai sistemi centrali».

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