A distanza di qualche giorno dall’introduzione della nuova ricetta veterinaria elettronica, vengono alla luce alcuni disservizi che, a quanto riferito dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), hanno portato diversi medici veterinari all’uso della vecchia modalità di prescrizione, ovvero mediante i modelli cartacei. Nello specifico, si legge in un comunicato, «gli impedimenti tecnici non riguardano solo la connessione del sistema operativo (crash o lentezze funzionali), ma soprattutto la gestione informatica nelle farmacie delle ricette veterinarie elettroniche. Basti dire che il Sistema tessera sanitaria ha rilasciato le specifiche tecniche per i gestionali delle farmacie il giorno stesso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto». È evidente il riferimento alle software house operanti nel settore della farmacia ed il possibile parziale adeguamento delle procedure mediante l’interfacciamento automatizzato con il portale del ministero dell’Economia e delle Finanze, così come avvenuto con l’introduzione della ricetta elettronica per uso umano.

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Nonostante ciò, spiega l’Anmvi, «l’associazione assicura piena collaborazione con le farmacie per la dispensazione dei farmaci veterinari prescritti su carta, nei casi inevitabili, anche per non creare disagi ai cittadini proprietari di pets», raccomandando ai medici veterinari «di segnalare sempre al sistema informativo della ricetta veterinaria elettronica le circostanze che hanno impedito l’emissione digitale della ricetta. Solo l’utilizzo continuativo del sistema, infatti, permetterà di correggere e sanare gli intoppi».

Marco Melosi, presidente dell’Anmvi, evidenzia che «registriamo che è ancora ampiamente inevitabile ricorrere alla ricetta cartacea», che tuttavia rappresenta «una circostanza espressamente prevista dal decreto 8 febbraio 2019 e dal Manuale operativo del ministero della Salute». Il dirigente spiega inoltre che «l’adeguamento richiederà tempo, ma la consegna dei medicinali veterinari non può essere interrotta, dobbiamo garantire continuità terapeutica ai nostri pazienti animali in cura e il pronto avvio delle terapie farmacologiche di nuova prescrizione». A proposito delle farmacie, Melosi sottolinea come «molte farmacie richiedono ancora la ricetta veterinaria cartacea per consegnare ai proprietari il medicinale veterinario prescritto», e quindi per questo motivo «i medici veterinari stanno prescrivendo elettronicamente e sono impegnati a rispettare l’obbligo, ma riscontriamo continuamente errori nelle credenziali di accesso al sistema o di alcuni dati necessari alla prescrizione. Serve tempo e una interpretazione estensiva, da parte di tutte le autorità competenti, del concetto di “causa di forza maggiore”».

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