ricetta elettronicaMessi in standby gli ambiziosi obiettivi fissati a suo tempo dal governo Monti nell’ambito della cosiddetta Agenda digitale, le Regioni proseguono nella dematerializzazione della ricetta che condurrà ad archiviare “la rossa”. Ormai, bene o male, tutte hanno avviato il processo, seppur con risultati anche molto lontani tra loro. FarmaciaVirtuale.it ha ricostruito lo scenario attuale e ha chiesto una previsione di cosa ci aspetterà su questo fronte nel prossimo futuro a Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma, società di servizi di Federfarma.

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Dottor Petrosillo, a che punto siamo con la ricetta elettronica?

Tra le Regioni al primo posto, facendo riferimento ai dati di fine luglio, c’è il Veneto, con l’87,7% di ricette dematerializzate, seguito dalla Provincia di Trento con l’85,6% e dalla Campania con l’85%, come la Sicilia. Poi c’è la Valle d’Aosta con l’80%, il Piemonte al 76,8%, la Basilicata al 71,6%, Emilia Romagna 68%, Friuli 55,2%, Abruzzo 48%, Toscana 42,6%, Umbria 39,7%, Marche 38,8%, Lombardia 28,1%, Liguria 16,9%, Sardegna 14,6%, Puglia 9,9%. Il Lazio, che è partito da pochissimo, è al 3,3%, il Molise all’1,4%. Bolzano mostra un leggero segnale di partenza con uno 0,01%; si tratta delle prime ricette, e anche la Calabria ha avviato la sperimentazione.

Complessivamente il dato qual è?

La media nazionale, se si escludono Bolzano e la Calabria che sono appena partite, è del 48,41%; includendole siamo al 46,52%. Nel solo mese di luglio le ricette dematerializzate processate in Italia sono state 22.341.782. Il risultato è positivo: si consideri che a gennaio la media era del 31,4%. In sei mesi c’è stato un aumento di oltre 15 punti percentuali, dovuto soprattutto a Regioni quali la Liguria che è passata dall’1,6% al 16,9%, la Lombardia dall’1,5 al 28,1%, l’Umbria dall’1,4 al 39,7%, le Marche dal 15,6 al 38,8%. E ancora: la Toscana era al 10,9% ed è salita al 42,6%, l’Abruzzo era al 19,3 ed è al 48% e la Campania era al 49,4% ed è all’85%. Si sono superati alcuni scogli importanti: la Puglia, ad esempio, che usa un linguaggio informatico particolare che ha comportato un processo più lento, ha fatto un balzo dal 3,1 di giugno al 9,9% del mese successivo, mentre in Lombardia dal primo di ottobre il cittadino non autocertificherà più con la firma ogni ricetta per determinate esenzioni, ma si potrà fare la certificazione una tantum, superando quello che era uno dei freni principali. La previsione è perciò che ci sia una crescita sostanziale nella dematerializzazione.

Quali criticità rimangono?

I problemi principali sono sempre quelli legati alle connessioni alla rete; le Regioni che sono partite da tempo e che non crescono più nei dati sulla dematerializzazione fanno pensare che, oltre a una quota fisiologica di ricette cartacee che continua a rimanere, una parte possa dipendere dalle connessioni difficoltose che non consentono la prescrizione elettronica.

Soluzioni per questa annosa questione?

Con la misura del governo di incentivare gli investimenti sulla rete ci potranno in futuro essere dei miglioramenti, però non nell’immediato.

La sua previsione sullo sviluppo della dematerializzione qual è?

Credo ci sarà un ulteriore balzo in questi mesi fino alla fine dell’anno, di 10-15 punti percentuali, anche se certo siamo ancora sotto il target del cronoprogramma dell’Agenda digitale. Da qui a metà del prossimo anno prevedo che tutte le Regioni si assesteranno sul 70-80%; chi non c’è già ci arriverà e le altre lo manterranno.

In termini di risparmi la dematerializzazione ha portato qualche risultato tangibile?

Il Sistema sanitario ha già dei risparmi; indubbiamente sui ricettari, per la carta filigranata e per i costi dei trasporti dei ricettari dal Poligrafico alle Regioni. Il risparmio da questo punto di vista è pari alla percentuale di ricette elettroniche; le Regioni con l’80% di dematerializzate risparmiano l’80% di quanto spendevano prima per la carta filigranata. I costi sui controlli, invece, finché ci sono i bollini e questi vengono controllati dalle Asl, ci saranno ancora e per avere risparmi su questo fronte occorrerà attendere.

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