ricetta elettronica«La ricetta elettronica, che ha rappresentato nella sua introduzione un notevole avanzamento e un’indispensabile occasione di ammodernamento e di semplificazione della dispensazione dei farmaci ai cittadini, sta purtroppo rivelando nel tempo, a livello tecnico-informatico, intoppi che ne rendono difficile, se non impossibile, l’utilizzo da parte delle farmacie, con un conseguente grave disservizio nei riguardi dei cittadini». Ad affermarlo è Silvana Casale, presidente di Federfarma Modena, in una nota inviata il 6 novembre 2015, nella quale l’associazione di categoria locale scrive che sono state registrate «una serie di circostanze che hanno raggiunto il culmine in questa ultima settimana e che hanno visto la dispensazione dei farmaci attraverso ricetta elettronica divenire sempre più complessa a causa di continui black-out del sistema di raccolta dati, da cui dipende l’effettiva emissione della ricetta e il conseguente via libera per il farmacista alla dispensazione».
Federfarma Modena ricorda che l’impianto informatico su cui si basa il sistema dipende, in Emilia Romagna, dai sistemi SAR e SAC, «centri di raccolta dati, l’uno regionale, l’altro nazionale, verso cui sono convogliate le richieste dalle farmacie. Solo nell’ultima settimana, nelle giornate di sabato 31 ottobre, lunedì 2 novembre, mercoledì 4 e, da ultimo, venerdì 6 novembre, il sistema informatico si è bloccato, tanto da impedire la dispensazione dei farmaci. Con conseguenti lunghe attese e disagi per i pazienti e per le farmacie dell’intera regione (sono oltre un migliaio)».
Per questo, prosegue l’associazione modenese, «Federfarma Emilia-Romagna, ha comunicato alla Regione che, davanti a blocchi del sistema informatico i farmacisti “declassaranno le ricette elettroniche in ricette rosse”. Ciò significa che le farmacie, al solo scopo di evitare disagi e fronteggiare i comprensibili reclami dei cittadini, gestiranno la dispensazione dei farmaci tornando al vecchio sistema manuale, secondo le pratiche precedenti alla ricetta elettronica: si farà quindi a meno della rapidità del servizio e della tracciatura del farmaco dal medico al paziente in tempo reale».
«Si tratta di una scelta – ha concluso Silvana Casale – che anche Federfarma Modena ha pienamente condiviso. Auspichiamo che sia da stimolo affinché i problemi tecnici che impattano sulla gestione del sistema vengano a breve superati, per il ritorno ad un servizio certo, continuo e di qualità all’utente finale».

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