ricetta elettronica farmaciaA livello nazionale, quasi la metà del totale delle prescrizioni farmaceutiche ormai avviene tramite ricetta elettronica. Procede così il processo di dematerializzazione, avviato con l’obiettivo di ridurre il tasso di errori prescrittivi e tenere sotto controllo i costi in modo più preciso e rapido rispetto al sistema tradizionale. Resta però ancora molto lontano l’obiettivo di raggiungere il 90% del totale, fissato per il 2016 dall’Agenda digitale del governo Monti. E, soprattutto, il quadro è estremamente disomogeneo, con alcune regioni ormai ben avviate e altre ancora ferme al palo.

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A fare il punto della situazione è la classifica di maggio 2015 stilata da Promofarma, la società di Federfarma che si occupa di monitorare il passaggio dal cartaceo all’elettronico. A livello nazionale la ricetta digitale è stata adottata per il 45,6% delle prescrizioni, segnando un +10% rispetto al 35,2% di febbraio. Le regioni che sono state tra le prime a partire guidano stabilmente la classifica, segnando però progressi moderati nel trimestre: è il caso della Sicilia, che ha fatto da pioniere e guadagna due punti percentuali arrivando all’85%, mentre il Veneto passa dall’86 all’87,7%, il Piemonte dal 75 al 76,5% e la Basilicata resta stabile a quota 70%. Registra un boom la Val d’Aosta: dal 64,6% di febbraio all’81,3% di maggio. In linea generale, la crescita più rapida è appannaggio delle regioni che sono partite dopo: Liguria (che a maggio è arrivata al 12%), Lombardia (13%), Umbria (19%), Toscana (35%), Marche (36%), Abruzzo (50%), Friuli (57%), Emilia Romagna (67,5%) e Campania (84%). Fanalino di coda, al contrario, la Puglia col 2,7%, il Lazio col 2,1% e il Molise ancora fermo allo 0,3%. Anche Bolzano, Calabria e Sardegna – confermava a giugno a FarmaciaVirtuale.it Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma – sono sostanzialmente ferme.

Proprio Petrosillo, pur ottimista sui progressi di regioni come Campania, Piemonte, Valle d’Aosta e Basilicata, si dichiarava scettico sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo fissato dall’Agenda digitale: «Nessuna Regione è arrivata al 90%, ciò significa che c’è una quota di ricette che non si riesce a dematerializzare. Che alcune fisiologicamente non si possono dematerializzare, almeno ora come ora, ad esempio per l’assenza di connessione Internet, e perché evidentemente vanno oltre le condizioni operative dei medici in certe situazioni».

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