ricetta-elettronica-farmaciaRegione che vai, stato di avanzamento della ricetta elettronica che trovi. La situazione lungo lo stivale, con 20 sanità differenti, è assolutamente disomogenea e l’unica certezza è che l’obiettivo che era stato fissato dal governo Monti affinché entro il 2013 il 60% delle prescrizioni diventasse dematerializzato non è stato raggiunto. Anzi, se da una parte ci sono realtà come la Val d’Aosta e la Basilicata, che però sono di modeste dimensioni, e soprattutto la Sicilia che ormai sono a regime, dall’altra ci sono Regioni dove l’avvio della dematerializzazione è in alto mare o procede a rilento. Tra le ultime a partire c’è la Toscana, che ha introdotto la ricetta dematerializzata il 16 giugno. Si comincia con un gruppo di medici di famiglia di Empoli, con l’intento di estendere il sistema a tutto il territorio entro la fine dell’anno. Il medico di medicina generale non consegna più al cittadino “la rossa” ma un foglio con un codice che il paziente porta nelle farmacie, che in quanto erogatrici sono tutte attive, sul quale è indicato anche il codice relativo alla fascia economica di appartenenza, necessario per la determinazione del ticket. La ricetta di carta però non sparisce del tutto: promemoria a parte, essa continua a essere necessaria in casi quali l’impossibilità per il medico di collegarsi al sistema telematico, per esempio durante le visite a domicilio o per problemi di rete.
In Emilia Romagna, dove il primo avvio è stato interrotto l’anno scorso a causa di problemi con Sole, il sistema di accoglienza regionale, dopo una fase di sperimentazione in alcune aree la ricetta elettronica sarà progressivamente estesa in tutta la Regione entro il 2015. Per il momento riguarda le prescrizioni di farmaci da parte del medico di famiglia, ma arriverà a coinvolgere anche gli specialisti e i pediatri di libera scelta e visite ed esami. Quello che ha stoppato il processo nel 2013 è stato uno dei punti di maggior criticità nel processo di estensione della dematerializzazione nel Paese: invece di usare il Sac, il Sistema di accoglienza centrale di Sogei, diverse Regioni hanno optato per il Sar, Sistema di accoglienza regionale, che ha creato non pochi e trascurabili problemi tecnici di comunicazione tra sistemi.
Nelle Marche il processo di digitalizzazione delle prescrizioni, dopo non pochi intoppi, è ripartito a fine aprile in provincia di Pesaro con circa duecento medici, per estendersi progressivamente al resto del territorio regionale, risultato che in Friuli Venezia Giulia dovrebbe concretizzarsi invece entro l’anno. La sperimentazione nel distretto di Codroipo secondo la giunta friulana avrebbe dato buoni risultati, tanto da far sperare in un allargamento generale nel corso del 2014. Il passaggio dalla fase pilota, su piccoli numeri, a quella a regime non è però sempre automatico o facile, con il moltiplicarsi degli attori coinvolti e i possibili rischi di blocco per sovraccarico dei sistemi. A volte poi si mettono di traverso anche fattori esterni, quali le elezioni. Come in Piemonte, dove la fase pilota è stata attivata a metà gennaio nelle province di Vercelli e Novara, con 40 tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e 50 mila ricette nei primi tre mesi: con le elezioni regionali di mezzo per un’estensione occorrerà però attendere che la nuova giunta entri in piena operatività e prenda in mano il dossier, e la pausa estiva non fa presagire che ciò accadrà tanto presto.

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