Roche Italia ha presentato il 10 febbraio 2026 a Monza la campagna “Ricerca Circolare”, per valorizzare la ricerca scientifica nazionale e a rafforzarne la percezione come bene comune e motore di innovazione. Il progetto si articola attraverso strumenti partecipativi per evidenziare come la ricerca generi valore in ambito sanitario e sul piano sociale ed economico, a beneficio del sistema Paese. L’iniziativa nasce dalla constatazione di un calo di attrattività dell’Italia per gli investimenti in ricerca clinica rispetto ad altri paesi europei, tendenza che può limitare l’accesso dei pazienti a terapie innovative, oltre a ridurre i benefici economici e occupazionali collegati agli studi.

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Il confronto multistakeholder al primo “Lab”

Il lancio della campagna è avvenuto in occasione del primo appuntamento dei “Ricerca Circolare Lab”, ciclo di incontri dedicati al confronto tra i diversi attori del settore. All’evento è stata ribadita la necessità di un dialogo continuo e strutturato tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni di pazienti e cittadini per affrontare le sfide legate alla salute e alla sostenibilità della ricerca in Italia. All’incontro hanno partecipato Gennaro Daniele, direttore dell’Unità di Fase 1 del Policlinico Gemelli di Roma, Mario Alberto Battaglia, direttore Generale Aism e presidente Fism, Davide Petruzzelli, presidente Lampada di Aladino Ets, Giuseppe Procopio, presidente Ficog, Carlo Riccini, direttore generale Farmindustria, Alessandro Venturi, presidente Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, Stefanos Tsamousis, General Manager Roche Italia, e Mariapia Garavaglia, presidente Fondazione Roche.

Gli strumenti della campagna e l’impegno di Roche

Il progetto “Ricerca Circolare” si sviluppa principalmente su due assi. Il primo è “Ricerca Circolare Magazine”, rivista semestrale edita da Economy Group e presentata dalla direttrice Marina Marinetti insieme a Benedetta Nicastro, Head of Communication di Roche Italia. La pubblicazione, disponibile in digitale e in edicola, esamina le frontiere evolute della ricerca e il suo impatto sociale, economico e industriale. Il secondo asse sono i già citati “Ricerca Circolare Lab”, concepiti come spazi di confronto multidisciplinare. L’impegno del gruppo si concretizza in una pipeline globale con 66 entità molecolari e 107 progetti, e un investimento in ricerca e sviluppo di 10,4 miliardi di franchi svizzeri nel 2025. In Italia, dove Roche opera da ben 130 anni, il portfolio nazionale conta 227 progetti attivi, di cui 155 studi sponsorizzati direttamente, che hanno coinvolto oltre 4.200 pazienti in più di 200 centri.

«Ricerca non è solo un investimento. È una responsabilità»

Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche Italia, ha affermato che «per Roche, la ricerca non è solo un investimento. È una responsabilità. È una promessa per un futuro migliore. Realizziamo ora ciò di cui i pazienti avranno bisogno domani. Lavoriamo con rigore per sviluppare soluzioni terapeutiche innovative e renderle disponibili a tutti coloro che ne hanno bisogno. Mentre cerchiamo, ogni giorno, di dare risposta ai bisogni di salute, diventa sempre più cruciale accelerare l’accesso all’innovazione, superando o annullando disparità e disuguaglianze del territorio. Solo collaborando insieme a tutti gli stakeholder del settore salute possiamo rendere l’Italia un polo di riferimento per la ricerca scientifica a livello internazionale. Il progetto Ricerca Circolare nasce con questa ambizione: ci auguriamo che possa fornire una piattaforma di collaborazione, networking e condivisione delle conoscenze e, in definitiva, aiutarci a costruire un sistema sanitario migliore per tutti i pazienti italiani».

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