rapporto-sulla-prescrizione-farmaceutica-nella-popolazione-immigrataImmigrati sani ed in buona salute, è quanto emerge dal rapporto sulla prescrizione farmaceutica nella popolazione immigrata, che vede l’utilizzo di solo il 2,5% di risorse da tutti gli immigrati che costituiscono il 7,5% della popolazione italiana. In pratica gli immigrati utilizzano meno e meglio i farmaci rispetto agli italiani.

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Lo studio, nato dalla collaborazione tra SIFO, Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, presieduta da Laura Fabrizio, Cineca – Dipartimento Sanità, diretto da Marisa De Rosa, ISS, Istituto Superiore di Sanità, Reparto di Farmacoepidemiologia, diretto da Roberto Raschetti, da SIMM, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, presieduta da Mario Affronti e CMNS, Consorzio Mario Negri Sud. diretto da Gianni Tognoni, ha l’obiettivo di analizzare le prescrizioni farmaceutiche su un campione di ASL italiane.

Rapporto sulla prescrizione farmaceutica nella popolazione immigrata, i dettagli

L’obiettivo. Il rapporto presenta un’analisi della prescrizione farmaceutica nella popolazione immigrata in un campione di ASL italiane.

La popolazione in studio. Immigrati con cittadinanza di Paesi a forte pressione migratoria nati all’estero o in Italia regolarmente residenti nelle ASL in studio. Nel complesso sono state identificate 710.879 persone, pari al 16% della popolazione immigrata residente in Italia. L’età mediana è di 33 anni, le donne rappresentano il 53% del totale. I dati di prescrizione. Sono stati analizzati i dati della prescrizione farmaceutica territoriale del SSN (prevalentemente effettuata da parte di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta).

I confronti. La prescrizione nella popolazione immigrata è stata confrontata con quella di un campione della popolazione italiana appaiato per età e sesso. Sono inoltre stati effettuati confronti fra le popolazioni di immigrati in base al Paese di origine e analisi della variabilità geografica.

I dati aggregati. Il 52% della popolazione immigrata e il 59% di quella italiana hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci nel corso del 2011. In media, la spesa farmaceutica a carico del SSN nel corso dell’anno è stata di 72 euro per un cittadino immigrato e di 97 euro per un cittadino italiano. Si può stimare che in Italia, nel 2011, la spesa farmaceutica SSN della popolazione immigrata sia stata di 330 milioni di euro, pari al 2,6% della spesa farmaceutica complessiva (a fronte di una popolazione immigrata che nel 2011 era pari al 7,5% dei residenti in Italia).

L’uso dei farmaci nelle donne. Si conferma il quadro d’insieme, con un maggiore livello d’uso rispetto alla popolazione maschile: hanno ricevuto almeno una prescrizione il 58% delle donne immigrate e il 65% delle italiane. Fra coloro che hanno ricevuto prescrizioni, la durata di trattamento è sovrapponibile: 232 e 237 dosi di farmaco per utilizzatrice.

L’uso dei farmaci nei bambini. La popolazione immigrata pediatrica esaminata è stata di 134.000 bambini, dei quali il 76% è nato in Italia. Di questi ultimi, il 54% ha ricevuto almeno una prescrizione di farmaci nell’anno, a fronte del 60% dei bambini italiani. In media ciascun bambino immigrato ha ricevuto 2,4 confezioni rispetto a 2,6 degli italiani.

Le categorie terapeutiche utilizzate. Gli immigrati hanno una maggiore proporzione di utilizzatori, rispetto agli italiani, relativamente ai farmaci antidiabetici (1,6% rispetto a 1,1%), gastroprotettivi (10,3% vs 8,7%) e antiinfiammatori (11,3% vs 8,3%). La popolazione italiana ha una maggiore proporzione di utilizzatori dei farmaci per l’ipertensione (7,6% vs 6,5%), ipercolesterolemia (2,4% vs 1,9%), antibiotici (36,6% vs 31,9%) sintomi dell’asma e BPCO (12,2% vs 8,1%); infine, la prevalenza d’uso di antidepressivi è circa doppia nella popolazione italiana (3,9% vs 2,0%).

Il confronto fra Paesi di provenienza. I minori livelli di utilizzatori di farmaci si osservano nelle popolazioni di origine cinese o kosovara, nelle quali solo il 36% dei cittadini ha ricevuto almeno una prescrizione da parte del SSN nel corso del 2011. Sono invece sostanzialmente sovrapponibili alla popolazione italiana, intorno al 60% degli assistibili, le prevalenze di utilizzatori negli immigrati provenienti da Perù, Nigeria, Marocco, Bangladesh e Albania.

La variabilità fra ASL in Italia. C’è una considerevole variabilità nei livelli di prescrizione delle ASL incluse nello studio. La variabilità non riguarda specificamente la popolazione immigrata e in ciascuna ASL le differenze di prescrizione fra immigrati e italiani sono inferiori alla variabilità fra ASL che si osserva per entrambe le popolazioni.

Conclusione 1. I risultati mostrano, in primo luogo, che il SSN è in grado di rispondere ai bisogni di salute della popolazione immigrata. A parità di età e sesso, l’uso di farmaci nella popolazione immigrata è di poco inferiore a quello osservato nella popolazione italiana.

Conclusione 2. La popolazione immigrata incide poco in termini di consumo di risorse. Nonostante gli immigrati regolari nel 2011 abbiano rappresentato il 7,5% della popolazione, solo il 2,6% della spesa farmaceutica è relativa a questa popolazione.

Conclusione 3. Le differenze osservate fra immigrati e italiani possono rappresentare bisogni non adeguatamente coperti, ma anche essere il tracciante di una più frequente prevalenza di patologia. In entrambi i casi la conoscenza dell’uso dei farmaci può fornire le basi per interventi mirati da parte del SSN.

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