Cittadinanzattiva ha pubblicato il “Rapporto civico sulla salute. I diritti dei cittadini e il federalismo in sanità” che nell’edizione del 2022 si presenta in una veste nuova e fornisce una fotografia della sanità vista dai cittadini. Secondo quanto riferito dalla sigla, la prima analisi è riferita «alle 13.748 segnalazioni giunte, nel corso del 2021, al servizio PiT Salute e alle 330 sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato». Un’ulteriore parte dell’indagine è finalizzata «ad esaminare, da un punto di vista civico, il federalismo sanitario per descrivere i servizi regionali dal punto di vista della articolazione organizzativa, della capacità di amministrare e di fornire risposte ai cittadini in termini di servizi e assistenza sanitaria».

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Farmacisti in prima linea con attività quotidiana

In occasione della presentazione Andrea Mandelli, presidente della Fofi, ha sottolineato come «i farmacisti rivestono un ruolo fondamentale per la costruzione di un servizio sanitario più equo e più vicino al cittadino, contribuendo a dare una risposta alle principali criticità e disuguaglianze nell’accesso all’assistenza sanitaria, emerse con forza durante la pandemia». Per il dirigente «il contrasto alla povertà sanitaria, l’accessibilità ai farmaci e la riduzione delle liste d’attesa sono questioni sanitarie di grande rilevanza che vedono i farmacisti in prima linea con la loro attività quotidiana al servizio dei cittadini, sul territorio e negli ospedali, e attraverso la partecipazione ai tavoli di lavoro istituzionali. È su questi temi che si gioca la capacità del Ssn di garantire il diritto alla salute e lo sviluppo economico e sociale del Paese».

Farmacisti operatori più accessibili ai cittadini

Quanto al ruolo dei farmacisti nella pandemia, Mandelli ha ricordato che i professionisti sanitari «hanno dato prova di essere gli operatori più accessibili ai cittadini e di poter ricoprire un ruolo chiave per implementare l’attività di prevenzione ed educazione sanitaria. Per rilanciare le cure di prossimità non serve creare nuove infrastrutture, ma occorre puntare su quei professionisti che già oggi sono il punto di riferimento dei cittadini e che operano in sinergia all’interno della rete degli operatori sanitari del territorio delineata dal DM71». Per Mandelli «i farmacisti sono pronti a rispondere alla sfida lanciata dalla sanità italiana di rafforzare l’assistenza territoriale per realizzare una vera centralità del paziente e un riconoscimento più effettivo del diritto alla salute».

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