Il test al point-of-care (Poct) della Proteina C reattiva (Pcr) è impiegato in Europa nel contesto delle cure primarie per differenziare le infezioni del tratto respiratorio di origine virale da quelle batteriche. Per valutare la fattibilità di questo servizio nelle farmacie di comunità australiane, i ricercatori della Curtin Medical School di Bentley hanno coinvolto cinque farmacie dell’Australia occidentale, reclutando i pazienti con segni e sintomi tipici delle infezioni del tratto respiratorio. I risultati sono stati pubblicati il 14 gennaio 2021 nello studio “Point-of-care C-reactive protein testing to support the management of respiratory tract infections in community pharmacy: A feasibility study”, sulla rivista scientifica Research in social and administrative pharmacy, edito da Elsevier.

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La disponibilità dei test Pcr in farmacia

Attualmente non esiste alcun saggio a disposizione dei farmacisti territoriali australiani per distinguere tra infezioni respiratorie batteriche e virali e i professionisti forniscono consulenze basandosi sulla sintomatologia descritta dal paziente, rinviandolo al medico per ulteriori valutazioni e l’eventuale prescrizione di antibiotici. Il test Poct della Pcr su un campione di sangue capillare fornisce un risultato in meno di cinque minuti. Poiché nelle infezioni virali, in genere autolimitanti, si osserva un minore incremento dei livelli di Pcr, il servizio offerto in farmacia consentirebbe di ridurre il numero di visite inutili dal medico di famiglia e la prescrizione di farmaci antibatterici senza reale necessità.

La fase di reclutamento

Lo studio in oggetto è stato condotto in un periodo di otto settimane coincidente con l’inverno australiano del 2019, quando il tasso delle infezioni delle vie aeree è più alto. In ciascuna delle cinque farmacie pilota lavoravano due farmacisti che fornivano il servizio, mentre un assistente farmacista o un tirocinante si occupava della selezione e del reclutamento dei partecipanti, 131 in totale. Questi ultimi erano scelti tra i pazienti di età uguale o superiore ai 18 anni e inferiore ai 65 che si presentavano in farmacia con sintomi respiratori o la richiesta di prodotti per la risoluzione dei sintomi di infezioni respiratorie. Venivano esclusi i soggetti con patologie autoimmuni associate a livelli di base aumentati di Pcr, gli immunocompromessi e gli individui in terapia con farmaci che potessero influenzare la risposta immunitaria.

La misurazione della Pcr in farmacia

Subito dopo avere effettuato la misurazione della Pcr, ai partecipanti era somministrato un questionario volto a conoscere le azioni che avrebbero intrapreso in presenza di infezioni respiratorie e indagare la loro fiducia e il loro atteggiamento nei confronti del test. Veniva poi intrapreso un follow-up per via telefonica tre giorni dopo l’esecuzione del test da parte del farmacista che aveva preso in carico il paziente e a distanza di cinque giorni dal test, da parte di un ricercatore.

La consapevolezza all’uso di antibiotici

Durante la telefonata era chiesto al partecipante di indicare se i sintomi respiratori si fossero risolti e se avesse cercato assistenza medica. Ebbene, dall’analisi dei dati raccolti è emersa una generale soddisfazione per il servizio proposto, tanto che la maggioranza dei partecipanti riferiva di essere disponibile a pagare per usufruirne. Il servizio, se offerto su ampia scala, aumenterebbe la consapevolezza sul corretto impiego degli antibiotici riducendone l’uso inappropriato, così come le visite non indispensabili dal medico curante e gli accessi al pronto soccorso.

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