aritmoIl progetto ARITMO (www.aritmo-project.org), partito all’inizio del 2010, nasce dall’idea di un progetto precedente, il Progetto Strategico di Ateneo, elaborato dall’Università degli Studi di Bologna.

Decollato nel 2010 grazie al cofinanziamento della Commissione Europea nell’ambito del VII Programma Quadro, che ha investito oltre 2,7 milioni di euro, ARITMO, deve la sua nascita a tre docenti: Fabrizio De Ponti, esperto di studi di farmacoepidemiologia, in particolare su farmaci che causano aritmie, presso il Dipartimento di Farmacologia, Maurizio Recanatini, chimico farmaceutico esperto di modelli predittivi in silico presso il Dipartimento di Scienze farmaceutiche e Giuseppe Boriani, professore di malattie dell’apparato cardiovascolare presso il Dipartimento Cardiovascolare.

Obiettivo del progetto è analizzare e valutare il rischio comparativo di aritmie ventricolari di circa 250 farmaci diversi, tra cui antibiotici, antipsicotici, anti-infettivi, ed anti-istaminici. Un’equipe composta da 17 gruppi di ricerca di otto Paesi europei lavorerà su questo elenco fornito da studi prospettici, studi in silico e database, tra cui quello dell’Health Search CSD LPD, per studiare quali farmaci, se assunti in circostanze sbagliate, potrebbero avere conseguenze molto gravi.

Non verrà effettuata alcuna distinzione tra quelli che sono considerati i farmaci più recenti, di cui quindi si ha poco materiale a disposizione, e quelli invece più datati, i quali sono entrati in commercio senza che nessuno li avesse valutati per questo tipo di problematica.

Infatti, come spiega il professor Fabrizio De Ponti, a capo del team bolognese: “Le aritmie cardiache da farmaci, come quelle provocate dalla sindrome del QT lungo, sono una fonte di preoccupazione importante per la salute, perché difficili da prevedere. In alcuni casi, le conseguenze possono essere letali, ma la difficoltà di individuare quali farmaci possano provocare queste aritmie rende più difficile la valutazione del loro rapporto rischio beneficio”.

Per rendere il progetto completo a 360°, l’Ateneo di Bologna, così come altri centri ed istituti, terrà sotto osservazione diversi pazienti che assumono farmaci antinfettivi, in modo da valutare studi clinici diretti. Verranno anche analizzati dei modelli predittivi in silico, effettuati grazie alle simulazioni al computer.

Il numero complessivo dei pazienti coinvolti in tutta Europa sarà di circa 27 milioni, e i risultati finali, se tutto procede come stabilito, porteranno alla compilazione di alcune fondamentali linee guide, un vero e proprio elenco ragionato che aiuterà il medico a prescrivere ogni farmaco in modo appropriato in base anche al rischio di aritmia a cui questo è associato.

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