professione-rampinoSconti, promozioni, guerra dei prezzi, è questo lo scenario che sempre più spesso i farmacisti si ritrovano ad affrontare, durante lo svolgimento dell’attività quotidiana. C’è però chi va in direzione opposta e lo fa attraverso l’uso approfondito della conoscenza, nell’esercizio delle proprie funzioni. E’ Guido Rampino, farmacista territoriale in Francavilla Fontana (BR), poco più che quarantenne, il quale ha stabilito – nelle intenzioni, ma anche nella pratica – di fare della professione una fede, lontana dalle dinamiche commerciali e speculative che il settore sta vivendo in questi tempi.

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«Siamo contro corrente rispetto alla tendenza generale, dove si pensa principalmente al marketing ed al commercio, tant’è che sul nostro sito spicca la frase “diffida dalle tessere fedeltà”», spiega Rampino a FarmaciaVirtuale.it. In questo senso, «l’attività con al centro la professione è incentrata principalmente sulla proposizione dei servizi, piuttosto che sulla pratica degli sconti». «Nella farmacia di oggi la parte commerciale ha preso il sopravvento. E’ necessario quindi tenersi in contatto con i colleghi che abbiano la stessa visione, ed andare in direzione della farmacia tradizionale, rispetto alla farmacia supermercato».

«Non è detto che questo tipo di strategia dia i suoi frutti anche sul lato economico ma – spiega – abbiamo selezionato la nostra clientela mettendoci a riparo da coloro che vengono a contrattare il prezzo». In sostanza, spiega il farmacista «evitiamo di attrarre nuovi utenti con le promozioni, usando le armi della professione». Un problema affrontato è relativo alla richiesta, da parte dei pazienti, dei farmaci con ricetta senza siano provvisti della prescrizione. «In questo caso – spiega Rampino – abbiamo deciso di rispettare alla lettera le regole della ricetta medica e di non incentivare l’auto cura con farmaci soggetti a prescrizione, scelta che sicuramente contribuisce alla perdita di fatturato. Questo resta uno dei grandi  irrisolti all’interno della nostra categoria».

«Sicuramente abbiamo avuto un calo di fatturato, negli ultimi anni, per le ragioni che tutti conosciamo, tra cui distribuzione diretta e DPC, nuove aperture, e i nuovi canali di accesso ai prodotti che prima erano di appannaggio esclusivo della farmacia», tuttavia, spiega il farmacista, «continuiamo ad andare nella nostra direzione. Ciò anche alla luce del fatto che, se dobbiamo fare il supermercato e la guerra dei prezzi, ci sarà sempre qualcuno più forte di noi e sicuramente non la spunteremo».

Un pensiero va all’arrivo delle società di capitali: «Credo che i colleghi – spiega Rampino – si siano fasciati la testa ancor prima dell’arrivo effettivo di questi fenomeni in Italia. Ciò aderendo di propria iniziativa a reti anche se non necessarie, vendendo i prodotti sottocosto o prolungando aperture a ritmi insostenibili». «Non so come coloro che vadano in questa direzione riescano a pagare i dipendenti e tutte le tasse dovute allo Stato. Per molti basta mettere in cassa i soldi – spiega -, ma non è quella la cosa principale. E’ sicuramente necessario incassare ma ci sono modi e modi». In ogni caso, conclude Rampino, «è bene comunque che ognuno segua la propria strada, con rispetto e amore per la professione».

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