Come è noto, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 273 del 23 novembre 2018) il decreto del ministero della Salute del 27 settembre 2018 in materia di “Procedure di controllo del mercato interno dei prodotti cosmetici, ivi inclusi i controlli dei prodotti stessi, degli operatori di settore e delle buone pratiche di fabbricazione, nonché degli adempimenti e delle comunicazioni che gli operatori del settore sono tenuti ad espletare nell’ambito dell’attività di vigilanza e sorveglianza di cui agli articoli 7, 21, 22 e 23 del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici”.

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Nel testo si chiede che innanzitutto che le informazioni relative ai prodotti siano sempre disponibili anche in lingua italiana all’interno delle confezioni o sugli imballaggi. Quindi si precisano le competenze del ministero e di altri enti in materia di controlli. A tal proposito, Maurizio Cini, presidente dell’Associazione scientifica farmacisti italiani (Asfi), ricorda che «dal 23 dicembre 2018 i prodotti cosmetici prodotti o commercializzati in Italia debbono riportare l’etichetta in lingua italiana». In aggiunta a ciò, Cini sottolinea che «la presenza eventuale di altre lingue è ammessa a condizione che sia presente anche quella italiana». Ciò in accordo con il DM in oggetto entrato in vigore il 23.12.2018. «Fino a questo momento – spiega Cini – l’obbligo non esisteva perché l’Italia non aveva dato attuazione a quanto previsto al paragrafo 19 del regolamento 1223/09». Pertanto «la sanzione per il commerciante (farmacista compreso), che ponga in vendita cosmetici con etichette non conformi, va da 500 a 4.000 euro».

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