Alcon, leader globale nell’eyecare, ha fatto sapere che a giugno è ripartita l’iniziativa per la prevenzione dell’occhio secco in farmacia «con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di non sottovalutare sintomatologie sospette che potrebbero nascondere una patologia, quella dell’occhio secco, molto seria». La campagna prevede «educazione, informazione e l’invito a fare visite di controllo». Nello specifico «durante le giornate in farmacia dedicate all’iniziativa sarà possibile accompagnare i cittadini a una migliore comprensione della patologia dell’occhio secco e fornire loro gli strumenti per agire in modo responsabile a tutela della salute della propria vista».

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Farmacia primo presidio sanitario

Secondo Alcon «la farmacia rimane il primo presidio sanitario a cui si ricorre quando si rileva un problema non percepito come grave, per questo riuscire ad intercettare sintomi sospetti e creare un ponte virtuoso con il medico oculista può fare la differenza per la salute oculare delle persone». L’azienda, presentando i dati di questionari raccolti nella prima edizione della campagna, evidenzia che le informazioni raccolte «confermano come sia necessario creare un percorso tale per cui il farmacista abbia gli strumenti per invitare i cittadini a fare una visita specialistica che possa meglio interpretare la sintomatologia riportata». Pasquale Aragona, Ordinario di Oftalmologia all’Università di Messina, sottolinea che «i risultati di questa iniziativa confermano quanto scientificamente è già noto: esiste un sommerso di pazienti che convive con problemi oculari senza dare a essi la giusta rilevanza».

Non sottovalutare patologia occhio secco

Aragona sottolinea come «sottovalutare la patologia dell’occhio secco e non agire tempestivamente in modo mirato porta a un peggioramento progressivo che può compromettere seriamente la salute degli occhi. La farmacia gioca un ruolo importante nell’aiutare la popolazione a non sottovalutare segnali persistenti nel tempo e a indirizzarla allo specialista oftalmologo. Solo una visita approfondita, infatti, determina una diagnosi precisa con un piano terapeutico adeguato. Creare un collegamento virtuoso tra farmacista e medico è sempre più auspicabile a testimonianza della volontà di mettere realmente il paziente al centro del nostro agire».

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