«Contrastare la prassi che vede aziende mangimistiche, o produttrici di farmaci e integratori, o distributrici di seme, fornire prestazioni veterinarie come bonus o incentivo sull’acquisto del mangime o altri prodotti». È questo il tema al centro dell’intervento di Giuseppe Colavitti, docente presso l’Università degli studi dell’Aquila e dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, nel corso dei lavori del Consiglio nazionale Fnovi svolto la scorsa settimana a Torino. Ne dà notizia la stessa Federazione nazionale ordini veterinari italiani, la quale rende noto che «Colavitti ha sottolineato che le pratiche in commento sono distorsive delle corrette dinamiche di mercato».

Nel dettaglio, «chi riceve le prestazioni deve avere molto chiaro ‘chi’ sta facendo ‘cosa’. Il mestiere dei medici veterinari deve essere fatto dai medici veterinari. Solo così gli assistiti hanno quell’alto livello di protezione, e quelle levate garanzie che l’ordinamento ha scelto a fronte di un settore di mercato dove sono coinvolti valori fondamentali: e qui è coinvolto il diritto alla salute. Il controllo del ciclo di produzione degli alimenti di origine animale ha a che vedere, con tutta evidenza, con il diritto alla salute che è protetto dall’art. 32 della Costituzione”».

Nel corso dell’evento Colavitti ha tracciato la linea di separazione tra prestazioni erogate dai professionisti e quelle dispensate da aziende operanti nel comparto commerciale, evidenziando come «il tutto si traduca in una minore tutela per l’allevatore». L’esperto ha poi spiegato che «a fronte di una responsabilità giuridica delle aziende limitata al patrimonio conferito, il professionista iscritto nell’Albo professionale ha una responsabilità giuridica più severa: oltre a quella ordinaria civile e penale, anche quella disciplinare». «Sia l’Ordine professionale – conclude Colavitti -, ma forse anche il ministero della Salute, dovrebbero fare uno sforzo per aumentare la consapevolezza nella società che il tema della sicurezza alimentare e quello del corretto esercizio della professione del medico veterinario siano interessi di tutti: non solo dei medici veterinari ma anche e soprattutto dei fruitori delle loro prestazioni».

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