È disponibile online il Quaderno di Monitor, supplemento alla rivista semestrale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), dal titolo “Documento tecnico sui Point of care testing (Poct) in ambito territoriale a supporto dell’attuazione del Dm 77/2022”. Il lavoro, curato da un gruppo di esperti coordinato da Antonio Fortino di Agenas, si inserisce nel quadro della riforma dell’assistenza territoriale che individua nelle Case della comunità il perno del modello. Il testo approfondisce il ruolo della diagnostica di prossimità come parte integrante della Medicina di laboratorio decentrata (Mld), fornendo indicazioni tecnico-organizzative per l’impiego appropriato dei dispositivi Poct, e intende promuovere un modello omogeneo e adattabile ai diversi contesti regionali, in grado di garantire qualità, sicurezza e appropriatezza delle prestazioni a supporto della diagnosi precoce e del monitoraggio delle cronicità.

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Governance e modello organizzativo: il ruolo centrale del Comitato multidisciplinare

Il documento mette al centro l’attivazione di un servizio di Mld mediante Poct, il quale richiede un modello organizzativo integrato e multiprofessionale. La governance della diagnostica decentrata deve essere coordinata dal Laboratorio Clinico di riferimento, definito Laboratorio C-Mld, in raccordo con le strutture territoriali. È ritenuto fondamentale istituire formalmente un Comitato multidisciplinare Poct (C-Poct), con il compito di progettare, attuare e governare il sistema. Tale comitato dovrebbe essere composto, tra gli altri, dal direttore del Laboratorio C-Mld, dal direttore sanitario aziendale, dal direttore delle Cure Primarie, da un Poct Manager e da un referente sanitario distrettuale. Le responsabilità vanno dalla valutazione di appropriatezza e contesto d’uso dei dispositivi, alla definizione dei criteri di selezione e acquisizione, dalla pianificazione della formazione del personale alla garanzia dell’estensione del sistema qualità.

Dall’attivazione alla sicurezza: il percorso per una diagnostica decentrata di qualità

Il Quaderno traccia l’articolato percorso per l’attivazione e l’implementazione della diagnostica decentrata nelle Case della comunità. Il processo inizia con una valutazione strategica preliminare del bisogno clinico e dei vantaggi attesi, seguita dalla selezione del dispositivo più idoneo in base a criteri prestazionali e di sicurezza. Prima dell’uso clinico, è necessaria la verifica delle prestazioni del dispositivo e l’attivazione di controlli di qualità interni, oltre all’adesione a programmi di valutazione esterna della qualità ove disponibili. Fondamentale è la formazione specifica e l’autorizzazione del personale sanitario che eseguirà i test. Il documento si sofferma sui temi dell’assicurazione della qualità, della connettività informatica, della refertazione e della gestione del rischio clinico e biologico, evidenziando la necessità di equiparare gli standard qualitativi a quelli del laboratorio tradizionale. La proposta diagnostica mediante Poct, obbligatoria nelle Case della comunità hub e facoltativa nelle spoke, è concepita come complementare e non sostitutiva dell’attività del laboratorio clinico centrale. Si rimanda al documento integrale dell’Agenas.

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