
L’azienda italiana Guna ha presentato l’integratore alimentare Plastikdren, sviluppato per favorire la riduzione dell’assorbimento di microplastiche nell’organismo. Il prodotto, già disponibile in farmacia e parafarmacia con codice Minsan 940005642, si inserisce nel più ampio contesto legato alla crescente attenzione per l’impatto ambientale e sulla salute dovuto alla sempre maggiore diffusione delle particelle plastiche. Come è noto, infatti, la presenza di microplastiche e nanoplastiche nel corpo è stata identificata dalla comunità scientifica come un fenomeno rilevante. Le stime indicano un’ingestione pari a decine di migliaia di particelle per individuo ogni anno, principalmente attraverso l’alimentazione e la respirazione. La formulazione di Plastikdren si basa su uno studio scientifico che ha coinvolto ricercatori a livello internazionale, tra cui il professor Umberto Cornelli della Loyola University di Chicago.
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La ricerca sul chitosano e il meccanismo d’azione
Il percorso di sviluppo dell’integratore alimentare ha origine da una ricerca scientifica coordinata dallo stesso professor Cornelli, con la partecipazione di un team composto anche da studiosi italiani. L’indagine si è concentrata sulle proprietà del chitosano, fibra naturale ricavata dall’esoscheletro del gambero rosso della Louisiana, denominato scientificamente _Procambarus clarkii_. La molecola, già nota in ambito scientifico per le sue caratteristiche, è stata associata ad acido tartarico. Secondo quanto emerso dallo studio, l’associazione tra chitosano e acido tartarico genera una rete molecolare altamente stabile in grado di interagire con le microplastiche ingerite e segregarle. Il meccanismo di segregazione limita il passaggio delle particelle attraverso la barriera intestinale, favorendone l’escrezione per via fecale. I dati, pubblicati sulla rivista Foods (Casella U. et al., 2025, Preliminary Study on PCC-Chitosan’s Ability to Enhance Microplastic Excretion in Human Stools from Healthy Volunteers) hanno evidenziato, in soggetti sani, che assumere il composto insieme alla dieta comporta l’eliminazione delle microplastiche tramite le feci del 45% in più rispetto alla sola dieta.
Implicazioni per la salute e considerazioni sull’uso
Microplastiche e nanoplastiche, particelle di dimensioni microscopiche derivanti dalla degradazione di materiali plastici, sono considerate un fattore di potenziale rischio per la salute umana. Una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine nel 2024, condotta da un gruppo guidato dal Prof. Raffaele Marfella, Ordinario di Medicina Interna dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ha rilevato la presenza di microplastiche in placche carotidee, associandole a un maggiore rischio di eventi cardiovascolari. L’accumulo delle particelle in organi e tessuti potrebbe contribuire a processi infiammatori e di stress ossidativo.
Dunque, la ricerca di Guna in questo contesto appare innovativa
Alessandro Pizzoccaro, Presidente di Guna, ha commentato: «Siamo orgogliosi del risultato che abbiamo ottenuto, grazie al geniale contributo del team di scienziati che hanno lavorato per anni su questo progetto. Plastikdren è il primo prodotto al mondo ideato per limitare i danni nell’organismo umano provocati dal problema gigantesco legato alla presenza crescente delle microplastiche e delle nanoplastiche nel nostro ambiente e di conseguenza nel nostro corpo. È un’ulteriore gemma alla gamma dei prodotti innovativi di Guna».
Come ottenere più informazioni su Plastikdren di Guna
Per maggiori informazioni è possibile visitare il portale dedicato aprendo questo collegamento.
Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
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