«In questo contesto così ostracista nei confronti del giovane farmacista che si approccia alla professione, senza vantare una lunga tradizione familiare, l’istituzione delle parafarmacie si è dimostrata una grande risorsa». È quanto evidenzia Davide Giuseppe Gullotta, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi), in una lettera aperta indirizzata a Marco Cossolo, presidente Federfarma. «Non me ne vorrai – si legge nella missiva -, se come tanti altri “cretini”, magari pure titolari di farmacia, credo fermamente nella necessità di un sistema d’accesso alla professione che guardi al merito, che rinneghi il concetto di ereditarietà o di compravendita di una licenza statale». Ciò evidenziando che «in questo contesto così ostracista nei confronti del giovane farmacista che si approccia alla professione, senza vantare una lunga tradizione familiare, l’istituzione delle parafarmacie, concedimelo, si è dimostrata una grande risorsa».

Tuttavia, spiega Gullotta, le parafarmacie «sono state un tentativo, coraggioso, di scardinare un sistema che, con buona pace di tutti, non mi vergogno di dire antimeritocratico. Ritengo che un concorso con le sedi rimanenti del “concorsone Monti”, come in passato ventilato da te e da alcune associazioni, sarebbe solo un grande pasticcio che non farebbe altro che creare ancora più ingiustizie, cui seguirebbero ricorsi e malumori tra gli assegnatari e i farmacisti di parafarmacia che si autodefiniscono “Puri”, finendo, ancor di più, con lo scontentare tutti». Ad esempio «il fatto stesso – aggiunge Gullotta -, che in alcune regioni (ad esempio in Campania) dal 2012 non è stata assegnata alcuna sede e ci si trova ancora nella fase della graduatoria provvisoria del primo interpello, la dice lunga su come i miei timori e sospetti siano più che fondati». Dunque, la conclusione del dirigente all’indirizzo di Cossolo: «Presidente, quella che da te viene vista come una colpa, un danno, un errore, ossia la liberalizzazione del 2006 di Bersani, per tanti colleghi invece è stata l’unica possibilità di lavoro, e, se è verissimo, come dici tu, che la Gdo con i suoi 450 punti vendita eguaglia i fatturati delle altre 4300 parafarmacie, è altrettanto vero che, anche se fatturano poco, queste piccole attività, con grande difficoltà e con i bastoni tra le ruote, continuano, ormai da 10 anni, a dare lavoro e ad essere un punto di riferimento per molti cittadini».

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