Farmacovigilanza

Paracetamolo in gravidanza: Fip smentisce legame con autismo

L’International pharmaceutical federation è intervenuta sulle affermazioni pubbliche riguardanti l’uso del paracetamolo in gravidanza, ribadendo la sicurezza del principio attivo.


L’International pharmaceutical federation (Fip) è intervenuta il 24 settembre 2025 in merito a dichiarazioni circolate che associano l’assunzione di paracetamolo durante il periodo gestazionale all’aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico nella prole. La Federazione internazionale, rappresentante globale della farmacia, ha ricordato come le evidenze scientifiche attualmente disponibili non supportino tali asserzioni: le valutazioni condotte da enti regolatori, tra cui l’agenzia regolatoria dei medicinali del Regno Unito Mhra, l’ente australiano per i prodotti terapeutici Therapeutic goods administration e l’Agenzia europea per i medicinali, non hanno individuato un nesso causale tra l’utilizzo del paracetamolo in gravidanza e l’insorgenza di condizioni neurosviluppo come l’autismo o l’Adhd nei bambini.

Raccomandazioni ufficiali e ruolo del farmacista

Le linee guida sanitarie – come quelle del servizio sanitario nazionale britannico – continuano a indicare il paracetamolo come farmaco di prima scelta per la gestione del dolore nelle donne in stato di gravidanza. L’impiego deve avvenire alla dose più bassa efficace e per il minor tempo possibile. In caso di dolore persistente, è necessario consultare un operatore sanitario. La Fip ha ribadito l’importanza per le donne incinte di rivolgersi al farmacista o a un medico per qualsiasi dubbio relativo all’uso dei medicinali.

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