L’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) della Provincia autonoma di Trento ha elaborato il programma di sviluppo strategico 2021-2025. I contenuti del documento sono stati anticipati in una presentazione che mostra le aree di intervento in cui il programma andrà a concretizzarsi. Tiziana Dal Lago, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Trento, ha fatto presente in una lettera indirizzata alla stampa che la farmacia non è stata finora coinvolta nella definizione del piano, né compare nella presentazione. «Non ci è stato dato modo di vedere il documento integrale – ha dichiarato la dirigente raggiunta da FarmaciaVirtuale.it -, quindi non possiamo formulare un giudizio definitivo sulla sua qualità ed efficacia, ma abbiamo riscontrato che nella presentazione ufficiale, che pur affronta il tema dell’assistenza e della medicina territoriale, la figura del farmacista non compare in alcun modo. Inoltre, la nostra categoria non è stata coinvolta nella definizione del programma, di cui abbiamo appreso i contenuti dal comunicato stampa e dalla presentazione della Provincia».

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«Lo spirito di servizio del farmacista non è ancora riconosciuto»

Dando all’Ordine rappresentato, Dal Lago auspica che la farmacia abbia un ruolo ufficiale nella rete territoriale che la Provincia di Trento vuole potenziare e chiede che la considerazione data ai farmacisti durante l’emergenza Covid, non finisca con la pandemia. «La farmacia – prosegue Tiziana Dal Lago -, che non si è mai tirata indietro nel momento del bisogno, ora viene ignorata. L’accesso ai nostri presidi è la cosa più semplice e immediata che possa fare il cittadino con un problema di salute, ciononostante in questo documento di programmazione non è stata nemmeno presa in considerazione e la nostra posizione resta tuttora avvolta nel silenzio. Tutti i farmacisti, in qualunque ruolo operino, hanno sempre risposto positivamente a ogni richiesta di aiuto e cooperazione, dimostrando che la categoria vuole davvero collaborare con i professionisti sanitari, ma vuole anche sentirsi parte di questa rete e vedere riconosciuto il suo spirito di servizio».

Farmacia, ancora più preziosa nei territori provinciali

La farmacia, come afferma la Presidente, acquista un valore maggiore nei territori provinciali o con barriere naturali, come le aree montane, dove raggiungere una struttura ospedaliera è più complesso che in città. In queste zone la farmacia dei servizi è una risorsa ancora più preziosa. «In un territorio come il nostro – spiega Dal Lago – chi non abita in città non riesce sempre a raggiungere agevolmente una struttura ospedaliera. E benché siano diversi i servizi che la farmacia effettua già e potrebbe ancora attivare, questi restano per ora a carico del cittadino. Vorremmo quindi un riconoscimento da parte del sistema sanitario per tutti i servizi di telemedicina, ma anche per quelli che potrebbero essere potenziati o attivati, quali i servizi cognitivi, l’assistenza ai pazienti fragili e in politerapia, il counselling, il monitoraggio dell’aderenza terapeutica, la riconciliazione terapeutica, almeno entro certi limiti. Non volgiamo che le nostre istanze cadano nel vuoto e continueremo a far sentire la nostra voce affinché si realizzi una collaborazione sinergica del farmacista con le altre istituzioni sanitarie».

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