È stata pubblicata l’edizione 2022 dell'”Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati”, realizzata dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea. La ricerca monitora annualmente l’inserimento lavorativo, nei primi cinque anni successivi al conseguimento del titolo, dei laureati che hanno ottenuto il titolo negli atenei aderenti. L’indagine, condotta nel 2021, prende in esame diversi gruppi disciplinari, tra cui quello medico-sanitario e farmaceutico, di cui per il sondaggio sono stati intervistati 27.155 laureati. L’età media al momento della laurea era di circa 26 anni e il voto medio conseguito 106/110. Dopo la laurea, il 42,3% dei rispondenti all’indagine ha partecipato ad almeno un’attività di formazione. In particolare, il 5,5% ha intrapreso una collaborazione volontaria, il 10,8% ha svolto il tirocinio-praticantato, il 15,5% ha frequentato una scuola di specializzazione, il 6,2% un master universitario di primo livello, il 3,4% un altro tipo di master, il 5,8% ha effettuato uno stage aziendale, il 3,6% ha frequentato un corso di formazione professionale, il 2,3% ha svolto un’attività sostenuta da borsa di studio.

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Ingresso nel mercato del lavoro

Tra il primo e il quinto anno dal conseguimento della laurea in discipline medico-sanitarie e farmaceutiche, gli occupati erano 17.953 (esclusa formazione retribuita). Di quanti avevano già un lavoro prima della laurea, l’11,2% lo ha proseguito, il 13,5% lo ha invece abbandonato. Il 75,2% ha iniziato a lavorare dopo la laurea. Per quanto riguarda la tipologia di professione svolta, lo 0,4% ha intrapreso una carriera da imprenditore, legislatore o nell’alta dirigenza, il 30,8% ha trovato occupazione in professioni intellettuali, scientifiche e di alta specializzazione, il 65% ha intrapreso una professione tecnica, l’1,7% professioni esecutive nel lavoro di ufficio e il 2,2% altre professioni. A livello contrattuale, il 42,6% è inquadrato con contratti non standard (tempo determinato, somministrazione di lavoro, lavoro socialmente utile, intermittente o a chiamata), il 26% ha un contratto a tempo indeterminato, il 21,4% lavora come autonomo e il 3,1% ha un contratto formativo. Inoltre, lo 0,2% ha ottenuto un assegno di ricerca, il 3% è parasubordinato (collaborazione coordinata e continuativa o organizzata dal committente), il 2,7% rientra in situazioni autonome particolari, quali prestazioni occasionali, consulenze, contratto di associazione in partecipazione. Lo 0,7% infine risulta senza contratto.

Retribuzioni e situazione post-laurea

La media della retribuzione mensile netta dei laureati in materie medico-sanitarie e farmaceutiche, tra uno e cinque anni dalla laurea, è 1.614 euro, con un valore retributivo per il personale femminile che si aggira intorno ai 1.550 euro e per quello maschile che raggiunge i 1.750 euro. Secondo il 49,7% dei laureati che proseguono una professione iniziata prima della laurea, il titolo ha portato a un miglioramento delle condizioni lavorative. L’11% ha avuto un miglioramento di tipo economico, il 25,9% nella propria posizione, il 9,6% nelle mansioni svolte, il 53,1% nelle competenze professionali. Inoltre, il 77,7% degli intervistati ritiene di usare in modo molto rilevante le competenze acquisite con la laurea e il 76,9% considera molto adeguata la formazione professionale universitaria.

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