Si è tenuta il 31 luglio scorso la prima riunione del Tavolo per “la definizione di un nuovo modello di remunerazione della filiera distributiva del farmaco”. A ricordarlo è Federfarma, che in una nota pubblicata alcuni giorni dopo ha sottolineato come alla riunione abbiano partecipato, assieme alla stessa associazione dei titolari, anche altri esponenti della filiera del farmaco, nonché dei ministeri della Salute e dell’Economia, delle Regioni, dell’AIFA e della SISAC.

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«Al Tavolo – ha precisato il sindacato – ci si è confrontati sia sulle modalità con le quali pervenire alla riforma della remunerazione sia su contenuti e obiettivi della riforma stessa. Per quanto riguarda gli aspetti procedurali, è emersa l’esigenza di varare una nuova norma di riferimento, in particolare alla luce del fatto che le norme precedenti prevedevano, come base di calcolo, i margini in vigore nel 2012, un livello, cioè, non più attuale e non sostenibile da parte della Pubblica Amministrazione». Nel merito della riforma, Federfarma ha quindi riferito che «il ministero dell’Economia ha ricordato l’esigenza di garantire l’invarianza di spesa prevista dalle norme originarie, tema sul quale ha dato la propria disponibilità a valutare soluzioni che possano venire incontro ai problemi economici».

Inoltre, il Tavolo ha affrontato anche la questione delle «differenti modalità distributive adottate a livello regionale e della conseguente necessità di pervenire a un’armonizzazione dei modelli, garantendo comunque la sostenibilità del sistema. Federfarma, da parte sua, ha illustrato la situazione economica delle farmacie che, per quanto riguarda i farmaci SSN, operano con una marginalità estremamente ridotta. È fondamentale quindi, come avvenuto in altri Paesi europei, arrivare a un nuovo modello di remunerazione che riconosca e valorizzi l’atto professionale della dispensazione. Altrettanto importante è verificare il reale impatto della distribuzione diretta e garantire uniformità nell’accesso al farmaco sul territorio, anche per quanto riguarda la DPC».

L’associazione ha inoltre «avanzato la richiesta di poter presentare alla Parte pubblica una proposta unitaria dell’intera filiera del farmaco. Tale proposta è stata accolta dalle Istituzioni presenti e, in particolare, dal ministero della Salute, che ha invitato la filiera a presentare entro il prossimo mese di settembre documentazione e criteri per la definizione del nuovo modello di remunerazione».

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