Il tema della nuova remunerazione torna al centro del dibattito politico sindacale e tra i temi affrontati dalla stampa di categoria. Secondo quanto evidenzia FarmacieUnite, sindacato territoriale alternativo a Federfarma – con oltre 500 farmacie associate in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Piemonte e Puglia -, nei giorni scorsi si sarebbe svolto un incontro definito dalla stessa sigla come “segreto”, tra Federfarma e il ministro della Salute Roberto Speranza, «per dare una accelerata – si legge in una nota diramata da FarmacieUnite – alle trattative sulla remunerazione delle farmacie».

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In merito all’ipotesi di tale incontro, FarmacieUnite evidenzia che «Federfarma si assume una grande responsabilità con la rinuncia all’inclusione delle altre parti interessate, il che potrebbe denotare problemi di leadership al suo interno, e ci costringe a sottolineare ancora una volta che, prima di definire la remunerazione che stabilisce il “quantum”, sia condizione necessaria riscrivere le regole, ovvero la convenzione tra Ssn e farmacie: l’interconnessione tra la misura della remunerazione e le regole dell’oggetto della remunerazione stessa è chiara ed evidente. Tanto meno si può pensare che, una volta approvata la nuova remunerazione, si abbandoni l’idea di un rinnovo della convenzione».

In tale direzione, Franco Gariboldi Muschietti, presidente di FarmacieUnite, fa sapere che «non è una questione di lana caprina o il desiderio di voler polemizzare a tutti i costi. Come si fa a accordarsi sulla remunerazione del lavoro e dei servizi che la farmacia offre ai cittadini per conto del Ssn con una convenzione, che definisce i contenuti da remunerare, promulgata esattamente 22 anni fa quando non solo tutto il sistema farmacia era profondamente diverso ma anche il livello di competizione fuori canale era pressoché inesistente?».

Quanto alle informazioni circolate, Muschietti mette in luce che «il cronoprogramma prevedrebbe l’approvazione dell’accordo alla prossima assemblea di Federfarma a fine luglio e fase operativa fine 2020/inizio 2021». Il dirigente in proposito sottolinea che «ci sarebbe tempo e modo di condividere e coinvolgere, in modo trasparente e democratico, tutte le farmacie italiane, nessuna esclusa, nella valutazione di una proposta di accordo che inciderà sui loro fatturati determinando un nuovo scenario per la farmacia italiana, mantenendo una farmacia professionale o costringendola alla deriva commerciale. Speriamo che almeno questa volta ciò avvenga: noi ci siamo».

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