mnlfAlla vigilia della seconda lettura in Senato del Ddl Concorrenza, ove potrebbero cambiare alcuni orientamenti sulle mancate liberalizzazioni dei farmaci di fascia C, ecco che arriva puntuale l’anatema del sindacato dei titolari di farmacia “non votate quei partiti che fino all’ultimo hanno patrocinato la fascia C fuori canale (farmacia)”. E’ Accaduto a Pharmevolution 2015 che si è svolta a Catania lo scorso fine settimana. Per gli addetti ai lavori non si tratta certamente di una novità, già in passato il precedente presidente dei titolari di farmacia, durante un’intervista televisiva, aveva candidamente ammesso che la sua associazione era abituata a finanziare componenti delle commissioni parlamentare particolarmente “sensibili” alle richieste dell’Associazione. (Report 1/10/2006 intervista di Bernardo Iovene) La maggior parte della pubblica opinione però non conosce questi sistemi, non conosce il vero volto della più forte corporazione in Italia, quella dei titolari di farmacia, capace di condizionare scelte politiche attraverso “pressioni” dirette ed indirette sulle forze politiche.

La scomunica dei partiti “ribelli” che hanno sostenuto un cambiamento pro-concorrenziale del settore della distribuzione del farmaco in realtà c’è sempre stata, ma un tempo avveniva in maniera più “soft”, oggi invece che il livello di arroganza si è elevato e tali editti di stampo autoritario vengono pronunciati alla luce del sole. Aspetti questi che dovrebbero far riflettere la base del maggior partito di maggioranza in Italia i cui vertici hanno celebrato proprio durante l’iter del Ddl concorrenza un “matrimonio contronatura” con lobby e corporazioni.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ricorda che i titolari di farmacia sono la minoranza dei farmacisti italiani e che queste come altre prese di posizione non riflettono assolutamente il pensiero della maggioranza che fortunatamente mantiene inalterata la propria autonomia di giudizio.

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