Carenze farmaci

Nas, controlli a Cremona su preparazioni magistrali a base di cannabis

I Nas di Cremona hanno effettuato controlli su preparazioni magistrali a base di cannabis, mentre quelli di Latina e Napoli denunciato casi di esercizio abusivo della professione di farmacista.


nas farmacisti«I carabinieri del Nucleo Anti-sofisticazioni di Cremona, a seguito di un accesso ispettivo effettuato presso uno studio medico dell’Oltrepò Pavese, hanno sequestrato amministrativamente 22 cartine da 100 mg cadauna, contenenti preparazioni magistrali a base di cannabis, poiché le stesse non trovavano riscontro contabile nel registro di carico e scarico degli stupefacenti». A renderlo noto è stato il ministero della Salute, che ha precisato anche il valore della merce sequestrata, pari a 500 euro. «Il titolare dell’attività, un medico chirurgo specializzato nella terapia del dolore – prosegue la nota – è stato altresì segnalato all’autorità amministrativa poiché lo studio in cui esercitava era affetto da gravi carenze strutturali».
Quello delle preparazioni magistrali a base di cannabis rappresenta da tempo un problema anche per le farmacie. Innanzitutto a causa del fatto che l’approvvigionamento della materia prima appare ancora difficile e non adeguato rispetto alle esigenze dei pazienti, come confermato a FarmaciaVirtuale.it dal farmacista Marco Ternelli. Inoltre, esiste ancora un problema di difformità delle modalità di dispensazione sul territorio nazionale: ciò a causa del mancato adeguamento, da parte di alcune regioni, della normativa locale.
Il ministero ha inoltre riferito di alcune operazioni dei Nas della stessa Cremona, ma anche di Latina e Napoli: in tali casi, i militari hanno contestato ad alcune persone l’esercizio abusivo della professione di farmacista. I controlli hanno riguardato anche una residenza sanitaria lombarda e una farmacia campana. In quest’ultima, in particolare, i carabinieri «nel corso di un’ispezione dell’esercizio commerciale hanno accertato che una commessa dispensava a terze persone, senza la supervisione dei farmacisti in turno, confezioni di specialità medicinali, alcune delle quali risultavano essere scadute di validità in quanto il direttore tecnico aveva omesso di effettuare i dovuti controlli periodici».

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